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IL CIUCCIO CHE VOLA

Cadono i sosia dei cyborg…


Cadono i sosia dei cyborg…
23/09/2010, 10:09

Sono cose che in serie A non dovrebbero capitare, ma con tutto quello che sta capitando si poteva prevedere che potesse capitare e di fatto è capitato. Ma ci auguriamo che non capiti mai più. Con tutte questi anticipi e posticipi che ormai si giocano tutti i giorni e a tutte le ore, la Lega Calcio aveva comunicato al Napoli che, per esigenze televisive, la partita col Chievo si doveva giocare giovedì alle sei e un quarto del  mattino.

I calciatori azzurri avevano appreso la notizia con sommo stupore; tra l’altro domenica giocheranno col Cesena a mezzogiorno…

I dirigenti del Napoli, prima della chiusura del mercato, neppure sapevano che fosse previsto un turno infrasettimanale e sennò, che diamine, mica avrebbero affrontato un inizio di campionato con una partita ogni tre giorni con una rosa così spoglia.

I calciatori del Napoli hanno dimostrato in alcune occasioni di essere dei veri e propri cyborg, contro la Samp, per esempio (ma al momento non me ne vengono in mente altri…) hanno corso per 95 minuti senza mai accusare la fatica. Ma solo degli sprovveduti potrebbero pensare che si possano schierare gli stessi undici calciatori per trentaquattro partite, più le partite di Europa League e di Coppa Italia. In particolare non è pensabile affrontare tutte queste competizioni solo con due seconde punte e un centravanti trentaquattrenne, a meno che non si abbia la certezza che si giochi ogni quindici – venti giorni. Tra l’altro c’è il rischio che un calciatore possa essere squalificato, o possa infortunarsi e, infatti, manco a farlo apposta, l’unico centravanti in rosa si è infortunato alla seconda di campionato, allorquando era entrato da circa un minuto e quarantacinque secondi. E resterà fuori per sei mesi.

Ma, almeno per questa settimana, nulla può essere rimproverato a società, squadra e allenatore. L’errore è stato evidentemente della lega calcio, causato dalle pressioni delle televisioni a pagamento.

Il Napoli, infatti, alle sei meno un quarto di giovedì era già in campo allo stadio San Paolo. Gargano si vedeva subito che era pimpante più che mai. Lui aveva sempre desiderato giocare alle sei del mattino, ora italiana, anche perché non ha mai smaltito completamente il fuso orario. Solo per questo a volte fa un po’ di confusione in campo. Cannavaro sembra tirato a lucido come un cyborg. Mazzarri, considerata l’aria frizzante, sotto la solita camicia bianca si è messo la maglia della salute. Grava ha indossato la divisa sociale sul pigiama per stare più caldo. I capelli di Hamsik, a prima mattina, non riescono ancora a prendere il solito garbo, perché per fare effetto il mastice impiega un paio d’ore, ma lui sembra in forma, in formissima, anche se ha un occhio ancora chiuso dal sonno.

Ma gli spalti sono stranamente vuoti, eppure sono stati venduti più di venticinquemila tagliandi… e poi dovrebbero esserci gli abbonati. Neppure della quaterna arbitrale c’è traccia. Del Chievo, infine, si vede in campo solo Sergio Pellissier, che svolazza per il campo esultando non si sa per cosa. Pellissier alterna tutte le esultanze rimaste nella storia del calcio italiano e mondiale: si fa un balletto intorno alla bandierina come Juary, poi culla un bimbo non si sa di chi alla Bebeto, dopodiché si porta il pollice in bocca, facendo cadere il pupo a terra. Dopo qualche goffo passo di samba alla Ronaldinho, si mette a gattoni e imita il trenino del barese Protti, fa le capriole alla Oba Oba Martins, fa un tuffo in area come Inzaghi e uno fuori area come Del Piero. Insomma non si fa mancare assolutamente niente.

Fassone vorrebbe chiedere di sottoporre il centravanti avversario ad esame antidoping, ma non sa a chi chiedere. Non ci sono manco quelli dell’antidoping, così Campaganro ne approfitta per farsi un cappuccino. Dopo mezz’ora di riscaldamento, Grava, che è stato prescelto per la marcatura di Pellissier si avvicina a quest’ultimo e  gli chiede cosa diavolo abbia da esultare prima ancora che la partita abbia inizio e soprattutto dove sono tutti gli altri. Pellissier sghignazza come una jena e gli spiega che in realtà la partita è già finita da un pezzo e che lui è stato autore della doppietta decisiva. Grava non gli crede, anche perché il clivense gli racconta che il Napoli era passato in vantaggio con un goal di Cannavaro, già andato a segno in questo campionato. Giustamente, Grava pensa che è come dire che Natale viene due volte all’anno e quindi non gli crede. Pellissier spiega che, nonostante l’assenza in campo del Napoli, per esigenze televisive, la partita si è giocata lo stesso e in maglia azzurra è stata schierata una rappresentativa di sosia dei calciatori del Napoli. In verità, precisa il bomber da anni cercato dal Napoli e mai ingaggiato, per essere dei sosia i ragazzi se la sono cavata abbastanza bene, ma che questi ultimi erano ben lontani dai cyborg che hanno annientato la Samp domenica a Genova. Pare ci fosse pure un rigore sul sosia di Lavezzi, che avrebbe potuto forse cambiare le sorti della partita, una splendida traversa del sosia di Hamsik, ma – modestia a parte – tiene a dire Pellissier, il Chievo ha meritato la vittoria.

E pensare che i calciatori del Napoli per farsi trovare in forma in occasione di questa partita fissata per un orario insolito erano andati a dormire presto mercoledì sera.

In molti mercoledì sera si sono chiesti, guardando la partita Napoli - Chievo, dove fossero finiti i cyborg azzurri. E noi ve lo raccontiamo.

 Il solo Cannavaro aveva fatto un po’ più tardi, andando a letto alle 20.53, dopo essere tornato dal battesimo del figlioletto di un cugino. Hamsik e Gargano avevano cenato in famiglia alle 19.00 e poi subito a nanna, con il piccolo Cristian che studiava alla playstation nuovi schemi per i calci piazzati. Cavani, Lavezzi e Lucarelli avevano giocato a tressette con il morto, lasciando vuota la sedia in passato occupata da Quagliarella, indimenticato campione di tressette a perdere. Yebda e Sosa erano andati a cena dalla Bersagliera con le rispettive famiglie, ma non essendosi ancora ambientati, si erano persi a via Caracciolo. Iezzo, ma qui lo dico e qui lo nego, si era recato furtivamente al porto di Castellammare a tagliare le cime dello yacht di Quagliarella, perché aveva letto che non era vero che i suoi compaesani lo avessero già fatto. Mazzarri pare sia stato tutta la serata insieme a Frustalupi a studiare schemi e a stirarsi le camicie. De Laurentiis è stato visto a via dei Mille in compagnia di Bigon e Fassone per farsi aiutare a comprare un paio di nuovi giacconi portafortuna. Ma poi alla fine pare ne abbia acquistato solo uno in un outlet.           

I calciatori del Napoli si sono resi conto dell’attendibilità del racconto di Pellissier solo quando Maggio, durante il riscaldamento, ha trovato il suo sosia che dormiva sulla linea del fallo laterale. Il gustoso siparietto tra i due menecmi, degno della commedia classica, ha suscitato una risata generale. E, di fatti, solo con un sorriso si può commentare questa partita, rimanendo ottimisti e sperando che domenica possiamo assistere a Cesena ad un mezzogiorno di fuoco…

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di Gianni Puca
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