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Cagliari, Donadoni ad un passo dall'addio


Cagliari, Donadoni ad un passo dall'addio
12/08/2011, 15:08

Ci sono amori che non finiscono mai, altri che si trascinano nella routine e qualcuno che lascia i lividi sulla pelle. Quello che si sta consumando appartiene a quest'ultima categoria. Roberto Donadoni non sarebbe più l'allenatore del Cagliari. O meglio, non dovrebbe esserlo per il debutto in campionato contro sua maestà il Milan.

Lo strappo si è consumato sull'asse Cagliari-Arzachena, dove la squadra si sta preparando per l'amichevole di questa sera, e sembra irreparabile. Cellino, presidente abituato ai colpi di scena, avrebbe maturato la decisione in poche ore consultando soltanto la sua coscienza. Nell'ambiente nessuno poteva prevedere un terremoto di queste dimensioni anche se qualche segnale, in realtà, c'era stato.

E proprio gli scricchiolii dei giorni scorsi aiutano a capire il perchè della scelta. Donadoni, un mister che ha dalla sua risultati più che apprezzabili, sarebbe rimasto vittima dell'"affare Suazo". L'allenatore avrebbe cercato di recuperare il bomber honduregno difendendolo sino alla fine, forse minimizzando un problema che invece c'è: quello delle reali condizioni fisiche del giocatore. Suazo è reduce da un lungo periodo di inattività dopo un intervento al ginocchio. E' davvero recuperabile? Secondo i medici sì, secondo Cellino no.

Il presidente aveva deciso di dare una chance al centravanti ma qualcosa deve averlo convinto a fare marcia indietro. Prima dell'amichevole dell'altro ieri con gli spagnoli del Rayo Vallecano il giocatore era stato invitato a fare le valigie e lasciare il ritiro. Solo un problema di contratto non firmato? «Purtroppo David non è più lo stesso - aveva tagliato corto Cellino -. E' un giocatore zoppo e io non posso che pensare alla squadra. Mi dispiace per lui ma non potevo fare diversamente». Parole da presidente, dettate non dal cuore ma dal cervello. Parole pesanti indirizzate non tanto, o non solo, all'attaccante sudamericano ma a chi lo ha in qualche modo coperto. In primo luogo il procuratore Giovanni Branchini. Guarda caso lo stesso che cura gli interessi di Roberto Donadoni e di Robert Acquafresca (altro giocatore che ha dovuto restituire la maglia rossoblù). E' solo un caso? Il patron deve essersi convinto del contrario e dopo aver cacciato Suazo avrebbe deciso di presentare il conto anche a Donadoni, colpevole di non aver difeso gli interessi della società. Che le cose stiano davvero così o meno lo dirà il tempo. Di certo c'è il feeling tra i patron e l'ex ct della nazionale si è sfilacciato in fretta, fino ad arrivare a un punto di non ritorno. La scelta di cacciare Donadoni, secondo voci vicino allo spogliatoio, sarebbe stata presa come tante altre volte, in assoluta solitudine e fidandosi di un istinto che non ha mai fatto cilecca.

L'allenatore che ieri era con la squadra ad Arzachena e che questo pomeriggio dirigerà l'ultima amichevole precampionato dei suoi ex ragazzi, dovrebbe lasciare l'incarico prima di Ferragosto. Il condizionale è d'obbigo perchè la scelta non è stata ancora ufficializzata e non è possibile escludere ripensamenti. Ma radio mercato racconta di un Cellino già a caccia di un altro allenatore e circolano anche i primi nomi. Si parla di Ficcadenti, di Mutti e di un possibile ritorno di Ballardini. Chiunque arrivi avrà meno di due settimane di tempo per prendere confidenza con la squadra e buttarsi a capofitto nella nuova avventura.

Due settimane per mettere a punto schemi e geometrie di gioco e conquistarsi la fiducia del gruppo. Perchè c'è un altro particolare che avrebbe giocato contro Donadoni: la disistima dei senatori guidati da capitan Conti e Agostini. Alla fine è sempre una questione d'amore.

Fonte: lanuovasardegna.it

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di Roberto Russo
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