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Indagato per riciclaggio e frode sportiva a Napoli

Calcio e clan, verso la chiusura inchiesta su Hector Cuper

Intercettato al telefono con una coppia di camorristi

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Calcio e clan, verso la chiusura inchiesta su Hector Cuper
07/02/2014, 15:09

NAPOLI - È quasi chiusa, ormai, l'inchiesta per riciclaggio e frode sportiva a carico di Hector Cuper, l'ex allenatore dell'Inter indagato dalla Procura antimafia di Napoli in una storia di presunte “mazzette” e soffiate su partite pilotate.

Cuper, secondo l'accusa, avrebbe incassato 200mila euro da una coppia di scommettitori di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, in cambio di informazioni su match “sicuri” su cui scommettere. L'ex mister dei nerazzurri Cuper, in questo filone, è stato anche intercettato al telefono con uno dei suoi “finanziatori”, considerato vicino al clan D'Alessandro, che reclamava la restituzione della “maxi-mazzetta” a cinque zeri perché le notizie sugli incontri di calcio combinati dei campionati spagnolo e argentino si erano rivelate assolutamente infondate. Provocando un buco di bilancio, per i due scommettitori, di circa un milione di euro.

Probabilmente preoccupato per la brutta reputazione dei napoletani, Cuper si sarebbe impegnato a restituire i soldi, chiedendo scusa per l'accaduto. “Mi dispiace per questa cosa, sono pentito” dice il mister in una delle chiamate finite agli atti del procedimento.

Cuper è stato inoltre registrato, di nascosto, dagli scommettitori di Castellammare di Stabia che avrebbero usato le sue parole per poterlo poi ricattare e ottenere indietro i 200mila euro a suo tempo consegnati con la speranza di un facile arricchimento con scommesse considerate (a torto) sicure.

Dei soldi, però, nessuna traccia. E alla fine sono tutti finiti sott'inchiesta. Compreso il tecnico argentino.

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di Veronica Riefolo
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