Sport / Calcio

Commenta Stampa

L'ex della Juve: "Non sono la pecora nera del calcio"

Calciopoli, Moggi: "Non è ancora tutto"


Calciopoli, Moggi: 'Non è ancora tutto'
15/04/2010, 14:04

MILANO - Oramai le intercettazioni sono di pubblico dominio e Luciano Moggi sottolinea come non sia finita qui. Il contrattacco dell’ex dg della Juventus continua e oggi, a Mattino Cinque, è stato chiaro: "Tutto quello che è emerso adesso c'era anche prima, probabilmente nessuno lo ha potuto tirare fuori. Evidentemente quello che faceva la Juventus con Moggi e Giraudo era influente sui risultati, mentre quello che facevano altri no”.
Insomma non era solo lui a comportarsi in modo anti-sportivo, questo non lo giustifica ma è chiaro che si cercherà una ‘punizione’ anche per gli altri: "Io non sono mai stato la pecora nera del calcio. Sono stata la persona che è stata messa in una certa posizione - aggiunge -, così altre persone che non stavano in quella posizione facevano quello che volevano. Sono stato accusato perché la mia squadra vinceva e vinceva perché era la più forte. Se avesse perso qualche partita in più tutto questo non si sarebbe verificato”.
Punta il dito sull’Inter: "Il problema non è quello che il nome di Collina lo ha fatto Bergamo o l'ex presidente dell'Inter. Influente è quello che ha fatto l'ex presidente dell'Inter: ha chiamato il designatore, e poi diceva anche mettimi il numero uno, io queste cose non le ho mai fatte".
parla anche di quello scudetto assegnato all'Inter e dice: "Certamente all'Inter quello scudetto non spetta, su questo non c'è dubbio - poi scherza - ho detto che se tolgono lo scudetto all'Inter dovrebbero darlo al portiere di casa mia, in modo che lo tenga in custodia. Il problema è un altro, che la Juve non ha difeso nessuno, se si fosse difesa come hanno fatto altre società non retrocedeva in serie B".

Commenta Stampa
di Francesca Fortunato
Riproduzione riservata ©