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“In atto un nuovo attacco nei nostri confronti”

Calcioscommesse, Agnelli attacca la Figc. Ora rischia deferimento


Calcioscommesse, Agnelli attacca la Figc. Ora rischia deferimento
02/08/2012, 19:45

15 mesi di squalifica è la richiesta fatta pochi minuti fa  dal Procuratore federale Stefano Palazzi per il tecnico della Juventus, Antonio Conte, e il suo vice, Angelo Alessio, fatta nel corso del processo al processo sul Calcioscommesse in corso a Roma. Con queso, cade definitivamente l'ipotesi di patteggiamento per il tecnico della Juventus, Antonio Conte, e il suo vice Angelo Alessio: lo ha dichiarato il Procuratore federale Stefano Palazzi nel corso del processo al Calcioscommesse presso l'ex Ostello della Gioventù del Foro Italico. 

Antonio Conte e Angelo Alessio erano stati deferiti per una doppia omessa denuncia nelle presunte combine di Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, disputate nella stagione 2010/2011 quando il tecnico e il suo vice erano alla guida del club senese. Ieri la Commissione Disciplinare aveva definito "non congrua" l'istanza di patteggiamento a 3 mesi e 200mila euro concordata tra il Procuratore Palazzi e i legali del tecnico bianconero. Caduta ogni possibilità di un nuovo accordo tra le parti, è giunta la richiesta di Palazzi. Ora è in corso l'arringa difensiva dell'avvocato di Conte, Antonio De Renzis. 


Su tutte le furie il presidente della Juventus Andrea Agnelli, che commenta così la richiesta  sul sito della società bianconera"Constato che la Figc e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale". "Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non può essere accettato".

"Rilevo nuovamente l'incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo - dice il presidente della Juve, Andrea Agnelli, commentando sul sito del club il caso calcioscommesse -. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all'onorabilità". 

Ma le polemiche non finiscono qui, dura l'arringa difensiva di Antonio De Renzis, avvocato del tecnico della Juventus Antonio Conte: "Signor procuratore, la scivolata del  patteggiamento, alla fine, l'ho apprezzata poco perché avevamo  raggiunto un accordo con lei e lei sa che non è un'ammissione  di colpa. Se lei pensa che questi onorevoli signori possano  motivare le nostre colpe attraverso i patteggiamenti degli altri  siamo proprio fuori strada e le dico che non me l'aspettavo". 
Il legale si è poi rivolto alla Commissione Disciplinare e al suo presidente, Sergio Artico, chiamata ora a decidere sul  futuro dell'allenatore bianconero: "Presidente la guardo negli occhi,  c'é un modo principe nella nostra vita per perdere la dignità: non essere onesti intellettualmente. Sono sicuro che la vostra riconosciuta onestà intellettuale vi accompagnerà in camera di consiglio, ma sarà al vostro fianco anche quando uscirete con il proscioglimento di Antonio Conte".

AGGIORNAMENTO ORE 19:45

Al presidente Agnelli proprio non va giù la decisione della Commissione Disciplinare della Figc tanto che la Juventus ha pubblicato sul suo sito un comunicato stampa del presidente Agnelli in difesa del tecnico Conte:

“Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale. Per molto tempo e con grande senso di responsabilità la Juventus e i suoi tesserati hanno mantenuto un atteggiamento sereno e coerente rispetto alle Istituzioni e rispetto ad atteggiamenti che, fin da subito, suggerivano che fosse in atto un nuovo attacco ai suoi danni e ai danni dei suoi tesserati. Le risultanze dei vari deferimenti dimostrano enormi contraddizioni e volgono alla tutela esclusivamente di chi gli illeciti li ha commessi. Questo è paradossale e non può essere accettato. La decisione di ieri della Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC, che ha opposto un non motivato rifiuto al patteggiamento già ponderato e sottoscritto dal Procuratore Federale, è la testimonianza della totale inadeguatezza del sistema giuridico sportivo e della Federazione in seno a cui opera. Rilevo nuovamente l'incapacità di interpretare le moderne esigenze del professionismo di alto livello. Anche avendo scelto, contro ogni istinto di giustizia e con una logica di puro compromesso, la strada del patteggiamento per poter limitare i danni di una giustizia sportiva vetusta e contraddittoria, ci si scontra con un sistema dittatoriale che priva le Società e i suoi tesserati di qualsivoglia diritto alla difesa e all’onorabilità. La rispettabilità dei singoli è messa a repentaglio ed è quindi a loro che spetta la parola finale sulle decisioni da assumere, con la consapevolezza che la Juventus li sosterrà in tutti i gradi di giudizio. Sarà una stagione complessa ed impegnativa, ma la concentrazione sulle prestazioni in campo della Squadra da parte di tutto il nostro ambiente rimane alta con l'obiettivo di confermarci vincenti a maggio 2013”.
Non si è certo fatta attendere la replica della Federcalcio e, sul proprio sito internet, replica al presidente della Juventus, Andrea Agnelli. "La Figc e i suoi organi operano con correttezza nel pieno rispetto delle norme statutarie che garantiscono l'indipendenza e l'autonomia della Giustizia Sportiva così come disciplinata dall'Ordinamento Sportivo Nazionale - spiega la Federazione in una nota - le valutazioni del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, non sono accettabili e vanno al di là di un legittimo esercizio per diritto di critica".

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di Fabio Iacolare
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