Sport / Vari

Commenta Stampa

Serie A nella bufera, coinvolto anche Conte

Calcioscommesse, Bobo Vieri tra gli indagati

Grassi (Sco): "Esiste organizzazione transnazionale"

Calcioscommesse, Bobo Vieri tra gli indagati
29/05/2012, 09:05

MILANO - Un effetto domino si è scatenato dopo il blitz all’alba di ieri che ha portato agli arresti 19 persone, e tra di essi i calciatori Stefano Mauri, capitano della Lazio, Omar Milanetto del Padova, ma in passato in forza al Genoa, il portiere del Bellinzona (campionato svizzero) Matteo Gritti . Ma l’inchiesta “Last Bet” ha portato anche nomi eccellenti nelle maglie della giustizia: avvisi di garanzia sono fioccati per Domenico Criscito e per il difensore della Juventus Leonardo Bonucci, ai quali si aggiunge il nome che fa più rumore: quello di Christian Vieri.
 
BONUCCI CHIAMATO IN CAUSA DA MASIELLO – E’ stato il giocatore dell’Atalanta Andrea Masiello, suo compagno a Bari, a chiamare in causa il difensore bianconero. Interrogato a marzo scorso, Masiello raccontò della richiesta fatta da un ristoratore di Bari, che auspicava in funzione di una scommessa, la realizzazione di tre reti. “Le dichiarazioni di Masiello - scrive il gip del Tribunale di Cremona, Guido Salvini - indicano altri giocatori corrotti della sua compagine anche in stagioni precedenti tra cui Bonucci”.
 
VIERI INDAGATO - Risulterebbe iscritto nel registro degli indagati della procura di Cremona, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, anche l'ex giocatore Christian Vieri. Proprio il suo nome era apparso in relazione alla partita Inter-Lecce del 20 marzo 2011, nel corso di una telefonata tra Antonio Bellavista e Ivan Tisci. Il giorno dopo l'incontro Tisci riferiva a Bellavista “di essersi recato a Milano e di aver appreso dai giocatori, ai quali si era unito Bobo Vieri, che la squadra dell'Inter aveva fatto dei danni in quanto tutti avevano scommesso sull'over per la notizia che si era sparsa in giro”, mentre l'incontro era terminato 1-0 per i nerazzurri perché, continua Tisci, “dall'altra parte, e cioè dalla parte del Lecce - si legge ancora - avevano voluto giocare e solo l'ultimo quarto d'ora si erano messi d'accordo”. Ma Bobo si è tirato fuori, ribadendo attraverso il suo legale Danilo Buongiorno “la propria assoluta estraneità in relazione al caso calcio scommesse”. L'ex calciatore “si riserva ogni iniziativa conseguente alla tutela del proprio nome e dichiara di non avere alcun coinvolgimento nei fatti”.
 
IL LUNEDI’ NERO DEL CALCIO: COINVOLTO ANCHE CONTE – Per tutti, l’ipotesi di reato è associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. I calciatori coinvolti sarebbero stati disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. A condurre le operazioni la procura di Cremona, con il pm Roberto Di Martino che coordina gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco). La polizia ha effettuato 30 perquisizioni domiciliari in tutta Italia, svegliando poco dopo le sei di mattina calciatori di serie A e B, tecnici e dirigenti di società professionistiche coinvolti nelle indagini. Ed ha bussato anche alla porta dell'allenatore della Juventus Antonio Conte: anche per lui, l’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, anche se il reato ipotizzato non riguarda l’ultimo campionato e dunque non coinvolge la Juventus.  I fatti contestati risalgono, invece, al periodo in cui Conte era allenatore del Siena: in particolare, la partita in trasferta contro il Novara del 30 aprile 2011.  Anche il presidente del Siena Massimo Mezzaroma sarebbe indagato e gli sono state perquisite le abitazioni (sotto inchiesta per 7/8 partite quando era in B). A chiamare in causa il presidente dei bianconeri è stato Carlo Gervasoni che agli inquirenti ha raccontati di aver saputo tramite il gruppo degli “Zingari” che Mezzaroma avrebbe pagato due giocatori di un'altra squadra.
 
L'INCONTRO AL RISTORANTE - Agli atti dell'indagine di Cremona c’è anche la documentazione fotografica relativa ad un incontro in un ristorante genovese, il 10 maggio 2011, nei giorni precedenti la partita Lazio-Genova a cui parteciparono Giuseppe Sculli e Domenico Criscito, un pregiudicato bosniaco e due dei maggiori esponenti degli ultrà del Genova.
 
LE PARTITE INCRIMINATE- Accertamenti sono in corso anche per i genoani Sculli (per il quale era stato chiesto l'arresto ma il gip lo ha negato) e Kaladze. “In questa nuova tranche dell'inchiesta sono emerse manipolazioni di partite di A del campionato 2010-2011, tra cui Lazio-Genoa 4-2 e Lecce-Lazio 2-4”, ha detto Raffaele Grassi, dirigente dello Sco, al telefono a SkyTg24. A quanto pare, stando alle parole di Grassi esiste una organizzazione transnazionale composta da singaporiani e balcanici, ai quali si è aggiunta una componente ungherese.

 

Commenta Stampa
di Gaia Bozza
Riproduzione riservata ©