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Cannavaro, Mascara e Gianello nel mirino della procura

Calcioscommesse, intercettati tre giocatori del Napoli

Solo l'ex portiere è indagato per frode sportiva

Calcioscommesse, intercettati tre giocatori del Napoli
04/01/2012, 18:01

NAPOLI - I telefoni di tre giocatori del Napoli sono stati intercettati nell'ambito di una delle inchieste sul calcioscommesse condotte dalla procura partenopea. Lo rivela il settimanale Panorama nel numero in edicola domani e di cui è stata diffusa una anticipazione. Secondo Panorama, i calciatori che sarebbero finiti a inizio estate sotto controllo sono il capitano della squadra Paolo Cannavaro, l'attaccante Giuseppe Mascara e l'ex portiere Matteo Gianello. Le richieste di intercettazioni telefoniche avanzate dalla procura risalirebbero al giugno scorso. L'indagine in questione è quella condotta dal pool di pm della procura di Napoli che si occupa dei cosiddetti «reati da stadio» ed è coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo. Sull'inchiesta finora sono trapelate poche indiscrezioni. Nel mirino degli inquirenti sono finiti volumi sospetti di giocate su alcune partite disputate dagli azzurri nelle ultime due stagioni. Oltre a Napoli-Parma, Sampdoria-Napoli e Lecce-Napoli - di cui già si parlò nei mesi scorsi - l'attenzione degli investigatori sarebbe concentrata anche su altre partite. Nei mesi scorsi per esempio - rivela Panorama - sono state esaminate anche le immagini di Milan-Napoli del 28 febbraio 2011, terminata 3-0 per i rossoneri. Gianello, indagato per frode sportiva, è stato ascoltato a giugno assistito dall'avvocato Vincenzo Siniscalchi. Mascara alle domande di Panorama ha reagito con sorpresa, escludendo di aver ricevuto avvisi o convocazioni in procura. Per quanto riguarda Cannavaro, sarebbe stato intercettato (senza essere indagato) solo per capire come lo spogliatoio reagisse alle proposte esterne di combine. Ci sarebbero diversi punti di contatto, scrive Panorama, tra le inchieste napoletane e quella sul calcioscommesse condotta dalla Procura di Cremona: quattro delle partite finite sotto la lente dei magistrati lombardi hanno registrato volumi anomali di puntata proprio in Campania. 

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di Valerio Esca
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