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Cannavaro: "Il Napoli ha iniziato la rincorsa"


Cannavaro: 'Il Napoli ha iniziato la rincorsa'
22/04/2012, 10:04

Evidentemente quando segna lui significa che la serata è segnata: vittoria. Non si scappa. Il secondo gol stagionale di Paolo Cannavaro è coinciso con un brindisi. Anzi, con il ritorno a un brindisi in campionato dopo un bel po' di amarezze: la prima volta risale al 6-3 rifilato al Cagliari prima di Londra, ultimo successo degli azzurri prima della serie maledetta di cinque partite a bocca asciutta (due pareggi e tre sconfitte). Se fosse un goleador la squadra sarebbe imbattibile, no? « Magari» . Il sorriso dice tutto.

CHE SAPORE - Eccolo Cannavaro. Che festeggia felice davvero e anche fiero, perché i motivi e le motivazioni in tasca sono tante: capitano, napoletano, difensore. Mica poco: «  Sì, è vero. E' così, ma non solo: segnare quando poi la squadra vince ha un sapore particolare. Più piacevole». Che diventa bellissimo se si contano anche gli altri elementi: «  Essendo un difensore non capita spesso, certo, e questa è una cosa importante. Tra l'altro fare un gol al San Paolo rende tutto ancora più speciale».

LA RINCORSA Ma non solo. D'accordo la questione personale e la gioia individuale, però Cannavaro, da capitano vero e da faro di una squadra che in piena tempesta ci aveva anche messo la faccia e la parole (  «Non siamo in crisi»), sottolinea con orgoglio un'altra storia: «  Qualcuno voleva convincersi che avevamo mollato, ma non è così: abbiamo vinto lottando con i denti, dimostrando di avere la ferma intenzione di concludere al meglio il campionato. Comunque, non dobbiamo esaltarci, non abbiamo ancora fatto nulla: abbiamo soltanto vinto la prima di sei finali. Ne restano cinque». E tutto può accadere: il senso è chiaro. «  Facciamo così: è stata la prima vittoria di una rincorsa importante che speriamo possa portare qualcosa di bello».

NIENTE CRISI - A proposito di finali: «  No, no ». Cannavaro capisce e subisce E smentisce: «  Non pensiamo alla finale di Coppa Italia, la Juve è ancora lontana. C'è ancora tanto da fare in campionato». E allora definiamo il 2-0 con il Novara: «  Non è stata una vittoria scaccia crisi». Tutto chiaro. «  E ora basta: bisogna subito pensare alla partita di mercoledì con il Lecce. Non fermiamoci: sarà una sfida molto difficile». Poi, pensieri romantici in libertà: «  Ammendola? Vederlo entrare in campo con gli occhi lucidi mi ha ricordato il mio esordio. Una bella immagine, soprattutto perché è cresciuto nel nostro vivaio. E' la nostra mascotte, lo meritava». E ancora: «  Vargas va dosato, è giovane e deve crescere in maniera graduale. Anche perché non è facile togliere il posto a Lavezzi, Hamsik e Cavani». Finale dedicato ai tifosi: «  Anche contro l'ultima in classifica sono venuti in 35mila: sono unici».

L'ASSIST - Spirito di appartenenza e poi altruismo. E dunque, Blerim Dzemaili: «  Quando un compagno è posizionato meglio è giusto passargli il pallone: con Edy è stato così, tutto normale». Il generoso svizzero spiega la sua scelta di affidarsi a Cavani, piuttosto che festeggiare l'1-0 in solitudine. E poi insiste sul concetto: «  Abbiamo lottato e rincorso tutti gli avversari. Ecco, è così che si deve fare quando si perde la palla: insieme con la sfortuna è l'aspetto che ci è mancato nelle ultime settimane». Insieme. Come una squadra.

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
 

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di Luigi Russo Spena
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