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L'INTERVISTA

Cannavaro:"Assurdo accostarmi alla camorra"


Cannavaro:'Assurdo accostarmi alla camorra'
10/07/2011, 10:07

Fabio annuncia il ritiro proprio 5 anni dopo l’impresa in Germania ("Il ginocchio non tiene più"). E parla del Mondiale, di Calciopoli, Facchetti, Lippi, di quella flebo, dell’inchiesta di Napoli in cui è testimone. "Orgoglioso di aver giocato con i più forti".

Altre nubi all’orizzonte sono comparse recentemente a Napoli. Certi suoi investimenti sono oggetto di una inchiesta della magistratura sulla camorra. "Confesso che nei giorni scorsi, per la prima volta nella mia vita arrivando a Napoli, avevo voglia di andarmene via subito. Non discuto le inchieste della magistratura, che mi ha chiamato come persona informata dei fatti, non da indagato. E invece tutti ad accostare il mio nome alla camorra: assurdo. Ma voi lo sapete che sono cresciuto in un quartiere popolare, la Loggetta? Fossi stato affascinato dalla malavita avrei fatto altre scelte".

Ci dica invece che cosa è successo. "Che un vecchio amico, Marco Iorio, è stato arrestato con accuse gravissime. Con lui 7-8 anni fa ero entrato in società in una catena di ristoranti e pizzerie. Un modo per diversificare gli investimenti. Perché è chiaro anche al fisco che con le mie entrate io la catena di ristorazione potevo farmela anche da solo. Io non sono il prestanome di nessuno. Mi auguro di cuore che Iorio possa dimostrare la propria estraneità, ma le responsabilità sono personali. Io posso rispondere della mia vita. Non di quella di altri".

Fonte: Gazzetta dello Sport

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di Redazione
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