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Canta Napoli, sulle note della Champions


Canta Napoli, sulle note della Champions
28/09/2011, 14:09

Da queste parti la chiamano fede. E’ quella cosa che ti fa entrare in uno stadio pieno e sentirti parte di qualcosa di importante.

Canta Napoli. Cantano gli spalti sulle note dell’inno della Champions League. E in campo gli azzurri le suonano a ritmo di un flamenco dai passi conturbanti. Per affondare i sottomarini gialli non serve il miglior Napoli di stagione. Bastano due missili intelligenti. Il primo slovacco, al minuto 14, su assist di Ezequiel Lavezzi. Il secondo, uruguagio, sessanta secondi, dopo su calcio di rigore ancora una volta conquistato dal Pocho. A proposito di danze. Il tango argentino visto nel primo tempo è da far rimanere a briglie sciolte le nacchere iberiche.

E se El Mota Gargano diventa un gigante tra le maglie gialle, allora vuol dire che in campo c’è un Napoli superiore ai valori della fisica. Superiore, e di gran lunga, all’avversario confuso dal gioco e stordito dai fischi degli spalti. Lì dove qualcuno, guardando il solo Rossi farsi in quattro per rialzare i suoi, magari pensa a cosa ci faccia ancora l’italo-americano nella formazione avversa. Lui che al 50esimo impegna per la prima volta di testa De Sanctis, ed al 77esimo mette lo zampino nell’azione più pericolosa degli spagnoli.

Il resto sono cambi, applausi e preoccupazioni. Soprattutto per Cavani, uscito malconcio dal match. 

Il risultato è che il San Paolo, alla sua prima in Champions League, non fa la figura del dilettante. Come non la fa il Napoli, che regala ancora una notte di magia ai suoi tifosi rimasti sugli spalti fino ad oltre il match. Quasi a non volersi svegliare da un sogno di gloria. Un sogno di Champions.

 

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di Salvatore Formisano
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