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Capello: "Reja mi ricorda il Bagnoli di Verona"


Capello: 'Reja mi ricorda il Bagnoli di Verona'
25/10/2010, 14:10

Ha vinto lo scudetto con la Roma, ma non può non fare i complimenti alla Lazio capolista. Fabio Capello da ct dell'Inghilterra continua a osservare il campionato italiano e non gli sono sfuggite le sorprese di questo avvio di stagione. «È un campionato interessante per molti motivi, perchè alcune squadre che dovevano fare bene stanno facendo male. Tra tutte le sorprese direi la Lazio, per loro arrivare in Champions sarebbe un ottimo risultato», ha detto Capello ospite di Radio anch'io lo sport. Dopo otto giornate la squadra di Edy Reja ha già fatto meglio della Lazio di Eriksson, quella che vinse lo scudetto, e il tecnico della nazionale inglese infatti si sbilancia, paragonando i biancocelesti di oggi al Verona di Bagnoli che nel campionato 84-85 arrivò a vincere lo scudetto: «Se ricorda quel Verona? Direi proprio di sì - dice Capello - E comunque la Lazio ha un ottimo centrocampo, ottimi giocatori e siccome l'80% dei palloni passano da lì ecco che tutto torna. E poi c'è un ottimo allenatore». E nella Capitale in questo periodo si vive un insolito testacoda, con la Lazio sempre più lanciata in vetta alla classifica e con quattro punti di vantaggio sull'Inter, e la Roma che invece arranca. «È una di quelle cose che non si capiscono - sottolinea Capello -: straordinari fino a pochi mesi fa e ora in crisi. Credo ci sia qualcosa che non funziona nel gruppo. Uniti a parole, ma qualcosa manca evidentemente».

«IN EUROPA STIAMO MESSI MALE» - Una Champions vinta con molti stranieri in campo e una stagione cominciata all'insegna del 'no' per le italiane in Europa. È dura l'analisi di Fabio Capello sul calcio targato Belpaese: scarsa fisicità, troppe simulazioni e gare troppo interrotte dagli arbitri non fanno il bene del pallone. «Sul piano europeo siamo messi male e questa è una brutta cosa - dice Capello a Radio anch'io lo sport -: ricercando il perchè si possono trovare chiavi di lettura e motivi di discussione. Forse ci sentiamo molto appagati in casa nostra, credo che i tecnici e i responsabili dei settori giovanili dovrebbero girare di più il mondo, perchè ritrovarsi superati non è bello. In Europa il calcio tecnico e fisico delle altre nazioni ha la meglio sul calcio tecnico-delizioso italiano. Il calcio italiano ha vinto con l'Inter la Champions perchè aveva tanti stranieri: io dico che non bastano i piedi buoni per vincere nel mondo: serve la forza fisica e la capacità a giocare novanta minuti senza troppe interruzioni arbitrali». 

«SIMULAZIONI? PROBLEMA DI CULTURA» - Un tema, quello delle direzioni di gara, su cui Capello si sofferma parlando dell'avvio della serie A: «Il giocatore che si butta per terra e simula lo fa perchè sa che viene premiato: non si cambia uno stile di gioco in pochi mesi. Braschi ha intrapreso la strada giusta, ma serve tempo perchè il sistema italiano non ha prodotto risultati in questo senso (giocatori che simulano, arbitri che interrompono il gioco)». 

«CALCIO MODERNO SI GIOCA COL 9-1» - Quanto agli schemi di gioco, al 'difensivismo' tutto italico, Capello sorride: «L'obbligo di vincere non dovrebbe esistere nei settori giovanili, ma quando si parla di professionisti non basta il bel gioco, serve vincere altrimenti l'allenatore viene cacciato via. Non siamo più catenacciari perchè adesso subiamo molti gol. Mi viene da ridere quando sento parlare di 4-2-3-1, 4-4-2: il calcio moderno ha come modulo il 9-1, si difende tutti e si attacca tutti: pensare di fare gol con un giocatore o due in area di rigore è solo un'utopia». 

«DOPO L'EUROPEO VADO IN PENSIONE» - Ma c'è anche un capitolo sulla 'sua' Inghilterra: Capello preferisce non parlare di Rooney (tra scandali e intemperanze con il Manchester: «Se sta bene lo faccio giocare in nazionale, altrimenti no. Il resto va chiesto a Ferguson» taglia corto il ct). Quanto al calcio britannico: «Abbiamo buoni giovani, una buona Under 21 che si è qualificata per la fase finale dell'europeo e un'ottima under 19. La sperimentazione di alcuni giocatori nelle prossime due amichevoli prima di marzo ci sarà. Va detta una cosa: nelle ultime settimane nelle partite di campionato, di inglesi ce n'erano solo il 37 per cento e non il 60 o più dell'Italia o della Spagna». Rivedere Don Fabio su una panchina italiana sembra davvero impossibile: «Dopo l'europeo vado in pensione, sicuro - conferma il ct -. Tornare ad allenare in Italia? È davvero molto difficile».

Fonte: Corriere dello Sport

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di Roberto Russo
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