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FUTURO DA PROTAGONISTA

Capolavoro Zuniga: da enigma a intoccabile...


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Capolavoro Zuniga: da enigma a intoccabile...
18/06/2012, 12:06

E voi l’avreste mai detto? Otto milioni di euro sparsi sul prato, teoricamente svolazzati tra i fili d’erba, smarriti nella malinconia di un autunno – settembre ed ottobre del 2009 – in cui s’inseguivano gli interrogativi e le perplessità: tutto qua? L’ombra che vagava per gli stadi, aveva in realtà la struttura d’un enigma: e, fosse a destra oppure a sinistra, non c’era verso di coglierne un’espressione. Il tempo è un galantuomo, sa lenire le ferite e suturarle seriamente, tanto su una fascia quanto sull’altra: tre anni non sono scappati via inutilmente, inseguendo Zuniga. E ora che l’estate sta esplodendo, tra le pieghe d’un progetto, c’è un nome cerchiato in azzurro e un futuro da protagonista, c’è un mercato che vive di slanci e che comunque comincia a definire gli intoccabili: c’è un jolly, tra questi, ed è facile intuire chi sia…
GLI STENTI - La rivoluzione atto primo va in onda a cavallo tra la fine della stagione 2008-2009 e l’inizio della successiva, quando ciò ch’è stato della rinascita del Napoli “scompare” come d’incanto: Edy Reja saluta a marzo, dopo un ko interno con la Lazio, Roberto Donadoni gli subentra e “governa” la ricostruzione d’una squadra che non sarà mai compiutamente sua e nella quale Pierpaolo Marino – che a ottobre si separerà da De Laurentiis al termine d’un quinquennio fortunato – inserisce Camilo Zuniga, la “sorpresa” colombiana del Siena, l’esterno di destra per ovviare all’infortunio di Maggio, il profilo alto da incastonare nel progetto. Otto milioni di euro, cash, per ritrovarsi – complice la guarigione lampo di Maggio – con un investimento bruciato dagli eventi, da un minutaggio assai relativo e da “crisi” d’identità che sembra irreversibile. L’era Donadoni finisce all’Olimpico di Roma, con Zuniga che ha raccolto cinque presenze su sette partite e solo due volte da titolare.
LA RINASCITA - Con Mazzarri, se possibile, va persino peggio: e la prima panchina arriva dopo cinque gare, a Catania; e ce ne vogliono nove per debuttare (a Cagliari) ma a sinistra. E’ un’altra vita, da affrontare soffrendo, standosene a Castelvolturno a seguire la didattica del tecnico e ad impregnarsi di concetti diversi, che mirano a sostenere la fase difensiva e ad allenare il piedino mancino. Ma è pure un processone evolutivo che non conosce sosta, che viene affrontato a tutto campo, andando a verificare la compatibilità del colombiano con il ruolo della mezzala, assegnatogli una prima volta in un’amichevole contro il Bologna, a Ravenna; poi riproposto a singhiozzo, perché intanto il percorso era stato tracciato. Ventidue presenze nel 2010, ventisette nel 2011….
LO SPREAD, LO SPRINT - Otto milioni: è un tormento, naturalmente. Però la forbice si sta riducendo, l’amarezza per una spesa così rilevante comincia ad essere sopraffatta dallo stupore e lo spread va riletto in sprint (a sinistra), l’habitat divenuto naturale per Zuniga, ormai titolare di riferimento dopo aver vinto il ballottaggio con Dossena, trentuno gare in campionato e la Champions League tecnicamente consegnatagli sempre – tranne per squalifica, of course – con naturalezza, lasciandogli affrontare chiunque, spingendolo persino ad osare, strappandogli due gol (e che gol, uno al Genoa e un altro alla Roma), rimuovendo ogni incrostazione e concedendogli una maglia pure per l’anno che verrà. Ma voi l’avreste mai detto che in trenta mesi quegli otto milioni di euro avrebbero riavuto il loro valore?
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
PdM

 

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di Redazione
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