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Carlo Alvino:"La velocità per battere il Milan"


Carlo Alvino:'La velocità per battere il Milan'
25/10/2010, 07:10

Carlo Alvino, telecronista tifoso di Sky  e collega di Canale 9, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista: “Come vivo le partite di Europa League? Andare allo stadio, senza poter fare la telecronaca per me è un po’ strano. Tuttavia, vivo le partite sempre in modo molto passionale. Mi dispiace non poter dare il mio contributo agli azzurri in termini di corde vocali (scherza, ndr), ma l’importante è che il Napoli vada avanti in questa competizione. C’è un po’ di delusione, perché ci si aspettava qualcosa di più, ma lo spettacolo non è stato all’altezza delle aspettative. Tuttavia, il Napoli è ancora in piena corsa per la qualificazione ed, oltretutto, in Europa League è imbattuto. Napoli-Milan? Non facciamoci illusioni per la sconfitta dei rossoneri a Madrid. Il Milan aveva di fronte il Real Madrid di Mourinho, ovvero una delle squadre più forti al mondo. Il Napoli non è il Real, ma è una squadra molto motivata che sarà spinta dalla passione dei sessantamila del San Paolo. Mi auguro che il Napoli ritrovi la freschezza atletica che è mancata contro il Liverpool. Se il Napoli giocherà sotto ritmo, credo che andremo incontro ad una brutta figura; se, invece, gli azzurri ritroveranno la velocità smarrita contro gli inglesi, allora sono sicuro che trascorreremo un’altra grande serata da conservare nell’album dei ricordi. Serve un Napoli fresco e pimpante, come quello ammirato contro la Roma. Grazie alla velocità abbiamo schiantato i giallorossi ed altrettanto dovremo cercare di fare con i rossoneri. Le critiche ai telecronisti tifosi? Qualcuno ritiene che le cronache faziose contribuiscano ad esagitare gli animi. Io, ovviamente, non sono d’accordo perché questo tipo di telecronache sono rivolte, esclusivamente, ai propri tifosi che vogliono sentire una voce d’incoraggiamento e passione verso la propria squadra. Oltretutto, il calcio è un momento ludico e di passione. Essendo un gioco va vissuto con ironia. Le cose serie sono altre, basti pensare all’emergenza rifiuti o alla mancanza di lavoro. Le critiche a De Laurentiis? Non credo che il rapporto tra il presidente ed i tifosi azzurri sia in crisi. Certo, la gente sogna il grande nome. Piuttosto che andare a scovare il nuovo Messi, i tifosi partenopei vorrebbero ingaggiare il fuoriclasse del Barcellona. Questo, però, è fantacalcio. La ferita del fallimento ancora sanguina. Non dimentichiamoci dove eravamo sei anni fa. Il presidente azzurro non ha il portafoglio di Moratti  e, forse, nemmeno la stessa passione smodata del numero uno nerazzurro. Non credo, però, sia paragonabile a Della Valle perché il numero uno viola in questi anni, pur avendo regalato qualche soddisfazione ai tifosi fiorentini, è considerato un imprenditore, ma non un tifoso. Nelle vene di De Laurentiis, invece, scorre sangue di origine campane. Ciro Ferrara alla guida dell’under 21? Credo sia stata una scelta giusta, perché lo ritengo un uomo della federazione più che un allenatore di club. Chissà, magari, un giorno potrà anche allenare la Nazionale maggiore. Ci voleva un volto nuovo e la freschezza di un giovane per rigenerare gli azzurrini. Si valorizzano poco i giovani? Nei grandi club non è facile trovare spazio, perché la piazza richiede giocatori già affermati. Tanto per fare un nome, certamente non si poteva mandare in campo un giovane come Dumitru contro il Liverpool. I giovani hanno maggiore freschezza atletica, ma peccano di poca esperienza. Credo che sia necessario adottare un inserimento graduale con un minutaggio limitato nelle partite decisive e, magari, maggiore spazio nelle gare più tranquille. Il Napoli mi pare stia adottando la giusta politica con i giovani. Certo, è mortificante sapere che il club azzurro è la società che investe meno nel settore giovanile, ma il presidente ha manifestato l’intenzione d’invertire questa rotta”.

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di Redazione
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