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LA GAZZETTA

"Caro Di Matteo, hai visto che Napoli?"


'Caro Di Matteo, hai visto che Napoli?'
10/03/2012, 10:03

Caro Di Matteo, visto che Napoli? Dirompente, inarrestabile, fate voi. E adesso qui si stanno organizzando per portare a Londra il piccolo Thomas. A costo di metterlo sull'aereo a forza. Da quando Thomas ha raggiunto papà Lavezzi sotto al Vesuvio, il Napoli vince, o stravince, come ieri sera, e il Pocho segna. Cinque successi di fila in campionato i tifosi degli azzurri non li applaudivano dal '90, e al bottino va aggiunta una sesta perla, il 3-1 sul Chelsea, of course. Quanto al Pocho siamo a sei reti consecutive e ormai trasforma persino i rigori, una sua vecchia lacuna. Pure nella città della Smorfia, impossibile trovare un amuleto come Thomas... E così, con la pancia piena di gol e la mente sgombra da assilli di classifica (decisamente rilanciata), la squadra di Mazzarri va alla prova regina di Stamford Bridge. C'è entusiasmo, convinzione e, dettaglio non trascurabile, un meccanismo di gioco ben oleato. Il resto dovrà farlo la mente. La previsione Il presidente ospite, Cellino, temeva il tonfo: "Dobbiamo limitare i danni", la sua dichiarazione della vigilia. Missione parzialmente assolta grazie alle tre capocciate di Larrivey, ma va detto che il Napoli ha rinunciato a disputare il secondo set: il 6-3 del primoè già esplicito di suo. Dominio persino imbarazzante, quello dei campani, poichè il 3-0 alla mezz'ora è maturato con appena... due tiri in porta. Già, il terzo sigillo è arrivato da un cross del Pocho deviato nella propria porta da Astori. E adesso come trascorriamo l'ora che rimane da giocare? Ci si chiedeva in tribuna dinanzi alla pochezza del Cagliari. Uno sparring partner che sembrava preoccupato unicamente di non procurare graffi al campione prima del match mondiale. Del resto i rossoblù non vincono da un mese (2-1 sul Palermo), la crisetta era nell'aria. Ballardini, preso il terzo schiaffo, sveglia i suoi passando al 4-3-3, cambio anche un po' obbligato dall'infortunio di Nainggolan. E qualche minimo risultato lo ottiene. Il primo stacco aereo di Larrivey è vincente e subito dopo il nuovo entrato Thiago Ribeiro costringe De Sanctis a una deviazione provvidenziale. Insomma si va al break con un 3-1 che il Napoli avrebbe tutto l'interesse a congelare. Ma qui rispunta Thomas. Thomas "Papà, papà mi regali un altro gol?" deve aver martellato nei giorni scorsi il piccolo argentino. Non si spiega altrimenti la verve del Pocho a inizio ripresa. Sfonda a sinistra da par suo finchè ottiene il rigore. Non c'è Cavani in campo, e allora Lavezzi prende il pallone e va deciso dal dischetto. Breve rincorsa e tiro impeccabile all'incrocio, col portiere dall'altra parte. Accontentato il San Paolo e il suo primogenito portafortuna, Lavezzi si fa da parte per consentire a Cavani di sgranchirsi una mezzoretta (due conclusioni pericolose). Mentre Mazzarri si sfrega le mani e non per il vento di tramontana che raggela lo stadio: il collaudo va a meraviglia. Compresa la variante tattica di Hamsik sulla linea dei centrocampisti. Turnover Via allora agli altri cambi programmati, cioè Maggio e Vargas per far riposare altre due colonne come il citato Hamsik e Gargano. Entrambi a segno, peraltro. Lo slovacco aveva aperto le danze con un diagonale destro da fuori area, Gargano si era invece preoccupato di portare a cinque il risultato con una conclusione di classe in mezzo all'area. Bisogna sottolineare che tutti i gol sono stati di pregevole fattura: la gente si è proprio divertita. Ibarbo ha destato una bella impressione come spalla di Larrivey: lui si è accollato il lavoro sporco guadagnando il fondo campo e scodellando a centro area dove il centravanti schiacciava alle spalle di De Sanctis. Bello pure il diagonale di Maggio che ha chiuso la goleada azzurra dopo cavalcata imperiosa su allungo di Pandev. Che è rimasto a bocca asciutta avendo sprecato a lato la sua opportunità. In questo festival della canzone napoletana si è esibito pure capitan Cannavaro, raggiunto in mezzo all'area da un perfetto cross di Lavezzi. A questo punto il migliore in campo di una formazione che sta proprio bene. Ciò detto, tocchiamo ferro, per carità.

Fonte: Gezzetta dello Sport

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di Salvatore Formisano
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