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Il Pocho dovrebbe pensare a Hugo Campagnaro e lavorare

Caro Lavezzi non sei stressato ma solo viziato

43 giorni di ferie non bastano all'argentino

Caro Lavezzi non sei stressato ma solo viziato
09/08/2011, 19:08

Reputo opportuno cominciare questo editoriale partendo dal calcolo delle ferie operato dal collega Corbo di "La Repubblica":"Lavezzi gioca l’ultima partita (con la Juve) il 22 maggio. Va in ferie. Le sospende il 9 giugno, raduno per la Coppa America: 1 luglio gara d’esordio, il 16 l’ultima con l’Argentina eliminata ai rigori dall’Uruguay. Lavezzi accumula 18 giorni di riposo tra maggio e giugno, altri 18 tra la fine della Coppa e il rientro in Italia, il 4 agosto, con breve allenamento a Castel Volturno. Totale: 36 giorni, 8 più di quelli sanciti dai contratti Fifa".
A dire il vero, già dopo aver letto queste poche righe, ogni altra parola per valutare le pretese del Pocho dovrebbe risultare superflua. Tuttavia, ad avviso di chi scrive, è comunque opportuno avventurarsi in qualche altra considerazione. Con l'ulteriore settimana di ferie in Sardegna accordata da Mazzarri e malvolentieri anche da De Laurentiis, le vacanze del pocho dureranno infatti non 36 ma 43 giorni. Niente male per una persona che guadagna circa 2 milioni di euro l'anno facendo un lavoro che sicuramente ama e che risulta certamente meno monotono e "pesante" di tante altre professionalità.
Nella giornata odiera, come giustificazione alle indecenti richieste avanzate, sarebbe trapelato un presunto "stress" patito dal giocatore a causa dei violenti litigi con la ex moglie e dell'impossibilità di vedere il figlioletto Thomas. Anche a questo punto, dispiace per l'argentino, ma basta un nome per stroncare ogni tentativo di mirror climbing: a parte Messi, Cavani, Gargano, Zuniga e tutti gli altri che hanno disputato la stessa competizione e sono già a disposizione di Mazzarri e Guardiola, c'è un certo Hugo Campagnaro che dovrebbe far sentire Lavezzi un viziato intollerabile. Come è noto, il difensore argentino è reduce da un terribile incidente durante il quale ha perso la vita un suo giovane amico. Al primo trauma, inoltre, si aggiunge anche un'accusa di omicidio colposo. Insomma: uno stress un pelino più alto e debilitante rispetto a quello patito dal Pocho. Eppure Campagnaro non ha chiesto periodi distensivi ed ha anzi voluto riprendere gli allenamenti il prima possibile. La differenza tra un ragazzino pretenzioso e pigro ed un professionista serio sta in effetti tutta nel parallelismo tra questi due calciatori.
Del resto si chiede di scindere del tutto i problemi personali dal lavoro anche a professionisti che guadagnano 1000 o 2000 euro al mese. Dal nostro amato Pocho non si pretendeva tanto. Nè tanto meno si esigeva la rinuncia ai giorni di ferie previsti dal contratto ma, solo ed esclusivamente, un comportamento più maturo ed un senso di gratitudine maggiore verso il talento che il fato ha voluto donargli e l'affetto che i tifosi gli hanno sempre dimostrato. Anche chi segue il Napoli in trasferta sempre e comunque avrà di sicuro i suoi problemi personali e, altrettanto sicuramente, non vivrà la vita di Lavezzi, non avrà le sue opportunità né il suo stipendio. Ogni volta però è pronto a partire e a fare sacrifici anche enormi per seguire la squadra che ama. L'argentino se lo ricordi: il sangue caliente diventa poco digeribile quando si dimostra anche capriccioso.

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di Germano Milite
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