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Casagrande: "Rivivo atmosfere di vent'anni fa"


Casagrande: 'Rivivo atmosfere di vent'anni fa'
28/02/2011, 11:02

«Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione». Maurizio Casagrande, attore e regista teatrale, cita Pasolini per spiegarsi e spiegare l’entusiasmo della città per i successi della squadra di calcio. Sembra quasi un’atmosfera irreale? «È curioso, in questi giorni mi pare davvero di rivivere le atmosfere di venti anni fa, quando in campo c’era un altro Napoli e dall’altra parte c’era, mi permetta di dirlo, un altro Milan». Che tipo di tifoso è? «Le spiego che tipo di tifoso sono diventato: vivendo a Roma non amo più andare a vedere il Napoli allo stadio. Dovrei andare all’Olimpico e poiché mi lascio prendere dalla passione, rischio di non riuscire a contenere il mio entusiasmo». Ma domani sera sarà davanti alla tv? «E quale napoletano non lo sarà... io sono impegnato con le prove di uno spettacolo, ”Anche l'occhio vuole la sua parte” ma fermeremo il lavoro per vedere la gara tutti insieme. Con compostezza, sia chiaro». Ovvero, che vinca il migliore? «No, nel senso che poiché io e gli altri con la voce ci lavoriamo, non possiamo rischiare di gridare troppo». Chi è più forte Cavani o Ibrahimovic? «Posso dire Van Basten?». Può dire quello che vuole... «Le spiego: ho davanti agli occhi quel giocatore meraviglioso che si dirige verso Maradona per stringergli la mano. Uno spettacolo indimenticabile». Altri ricordi di Napoli-Milan? «Io ricordo le vigilie di quella partite, le sensazioni e le attese di tutta la città per lo scudetto. Anni meravigliosi».

Fonte: Il Mattino

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di Salvatore Formisano
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