Sport / Calcio

Commenta Stampa

Follia ultrà

Caso Genoa-Siena, la difesa: «Nessuna intimidazione»


Sculli parla con gli ultrà in Genoa-Siena
Sculli parla con gli ultrà in Genoa-Siena
15/11/2013, 17:06

GENOVA. «Non è emerso che ci sia stata intimidazione da parte dei tifosi nei confronti dei giocatori». Lo sostengono i difensori dei quattro ultra genoani che il 22 aprile 2012 imposero ai giocatori del Genoa - che stava perdendo 0-4 con il Siena - di togliersi e consegnare loro le maglie sociali. Gli avvocati Stefano Sambugaro, Davide Paltrinieri, Maria De Pascalis e Domenico Calderone hanno messo in evidenza che sono stati gli stessi giocatori e anche gli stewards a chiarirlo. «I giocatori - ha detto l'avvocato Sambugaro - hanno fatto capire che quanto è successo rientra nella normalità delle contestazioni, anche se questa è stata più forte rispetto ad altre. Ma non vi è stata alcuna intimidazione verso i giocatori come invece sostiene la procura. Caso mai la contestazione era contro la società». «Gilardino - ha detto l'avvocato Paltrinieri - non sarebbe tornato a Genova se ci fosse stato un clima di intimidazione». «La Procura - hanno aggiunto i legali - ha valorizzato il fatto che Sculli è andato in curva imponendo ai tifosi di smettere la contestazione ma questo non emerge dalle testimonianze. Quello che ha indotto i tifosi a calmarsi è stato il timore di perdere dei punti e non perché qualcuno dei giocatori lo ha imposto dopo aver parlato con il capo degli ultra». «È vero - continua Sambugaro - che i tifosi rossoblù, dopo il goal del Siena, hanno invaso i distinti e sono andati verso la porta, ma non l'hanno sfondata. Sono stati gli stessi stewards, vedendo i tifosi che arrivavano in massa, ad aprire. In quella circostanza uno steward era caduto ma era stato un tifoso ad aiutarlo a rialzarsi. Poi sono andati a manifestare». «Quando i giocatori del Siena e l'arbitro sono rientrati negli spogliatoi - concludono i legali - i giocatori rossoblù sono rimasti in campo per evitare la penalizzazione mentre secondo la Procura sono rimasti per paura di essere aggrediti».

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©