Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

E SE FOSSE UN AFFARE?

Caso Hamsik: è giusto far di Marek un prigioniero?


Caso Hamsik: è giusto far di Marek un prigioniero?
30/06/2011, 12:06

UNA TELENOVELA RICCA DI PASSIONE, MA LA RAGIONE DOV’E’?
E’ cominciata un’altra telenovela e proprio non se ne sentiva il bisogno. Prima il tira e molla tra De Laurentiis e Mazzarri, poi quello con Inler, Criscito e Vidal, ora Hamsik al Milan.
Una cosa è certa: qui non ci si annoia mai. Ci si scalda, ci si surriscalda, a volte. Ma si ama, si ama profondamente.
SENTIMENTO INCONDIZIONATO E VISCERALE
Un amore di cui Hamsik ha beneficiato fin dal primo momento, nonostante quella frase infelice alla sua presentazione: “Sono venuto a Napoli perché qui avrò continuità d’impiego. Se fossi andato in un grande club, non avrei potuto averla, invece così potrò mettermi in mostra, raggiungere la Champions e farmi apprezzare dalle migliori squadre d’Europa”.
Una frase che per i più passò inosservata, ma che per altri suonò come un campanello d’allarme. E anche bello chiassoso…
IL RISCHIO
Ora ci siamo e, nonostante l’amore che tutti i tifosi nutrono per Hamsik, bisogna cercare di mantenere la lucidità e ragionare. La storia del calcio insegna che è controproducente trattenere qualcuno contro la propria volontà. Soprattutto quella recente, fatta di certificati che attestano uno stato di “depressione” del calciatore che ambisce a cambiar club.
Difficile, speriamo, che con Hamsik si arrivi a tanto. Lo slovacco è sempre stato di una correttezza disarmante e non c’è motivo per pensare che debba di punto in bianco cambiare “natura”.
DOPO TANTO ATTACCAMENTO, IL COLPO AL CUORE DEI TIFOSI
Le dichiarazioni rilasciate a “Pravda” sono state certamente un durissimo colpo per tutti i napoletani, innamoratisi di quel ragazzo buono, generoso e così bravo.
Le aspirazioni professionali e la cruda realtà, però, hanno imposto allo slovacco un passo che, forse, avrebbe potuto anche decidere di compiere prima. Sono anni, infatti, che il centrocampista è sul taccuino dei principali club europei e, probabilmente, avrebbe potuto reclamare una cessione ed uno stipendio più elevato già negli scorsi anni. Questo lo si tenga in considerazione.
UNA VITA FATTA DI OBIETTIVI
Ma lui voleva fortemente una cosa, aveva un sogno: arrivare in Champions con il Napoli, perché questa gente potesse finalmente provare l’ebbrezza del confronto con i grandissimi del calcio europeo.
Sogno realizzato, missione compiuta ed ora un nuovo obiettivo: affermarsi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa in uno dei club più titolati del nostro Continente, andandosi a prendere un ingaggio consono a chi ha raggiunto una simile reputazione internazionale.
IL BRACCIO DI FERRO
De Laurentiis, però, non sembra avere nessuna intenzione di lasciarlo andare, se non per una “proposta indecente”. Una posizione che, per quanto possa anche essere in parte condivisa, rischia di dare vita ad un braccio di ferro che sarebbe meglio evitare.
CIO’ CHE E’ RARO VA PRESERVATO
Per difendere, innanzitutto, il ricordo del rapporto che c’era tra Hamsik ed i napoletani, che sta guastandosi molto in fretta. Proprio allo slovacco, che ad ogni gol segnato ha sempre preferito festeggiare con i tifosi piuttosto che con i compagni, non si può imputare la mancanza di attaccamento alla maglia.
Questo proprio non glielo si può dire, neanche per scherzo. Non a lui, che mentre gli altri si concedevano un dribbling, una bevuta, una rissa ed una sciocchezza di troppo, era ad allenarsi con professionalità. Non a lui che, pur di migliorarsi tanto, avrebbe anche dormito sul campo di allenamento.
Non a lui che, a differenza degli altri, ha sudato e rincorso gli avversari anche quando vinceva 3-0. Non a lui che, sostituito 100 volte, non ha mai sollevato un sopracciglio per manifestare dissenso.
NON SOLO SENTIMENTI
Qui, però, non sono solo i sentimenti ad essere in ballo. Un braccio di ferro teso a trattenere controvoglia Hamsik potrebbe davvero avere effetti devastanti, perché un giocatore scontento rischia poi di giocar male e svalutarsi.
DARE E AVERE
Hamsik ha dato tutto ciò che poteva e, soprattutto, voleva. Per quanto possa essere doloroso, gli va riconosciuto quanto ha seminato in questi anni a Napoli. La società azzurra l’ha pagato 5,5 milioni di euro e gli ha dato uno stipendio importante, ma non eccezionale.
Adesso chiederne 40 significherebbe voler realizzare una plusvalenza di 34,5 milioni di euro, ovvero quasi 70 miliardi di lire.
Allora vi chiediamo: secondo voi, tenendo in considerazione l’atteggiamento sempre avuto da Hamsik e quello che ha dato al Napoli, è giusto fare “prigionieri”? Ma soprattutto, credete che abbia un “debito” di riconoscenza davvero così grande da pagare?
E’ arrivato per 5,5 milioni, per liberarlo se ne chiedono 40. Foste in lui, vi sentireste ripagati a dovere?
LA QUESTIONE TATTICA
C’è un altro tema, infine, che va preso in considerazione: la questione tattica. Si, perché Marek è uno dei migliori centrocampisti d’Europa, ma nel Napoli non gioca a centrocampo.
Sembra una provocazione, ma non lo è. Qualità caratteriali e fisiche ed una certa propensione al gioco senza palla, fanno di Hamsik un giocator capace di coprire, difendere e rincorrere. Gli inserimenti offensivi, inoltre, sono il suo marchio di fabbrica. Ma, proprio perché ha più qualità negli inserimenti, piuttosto che nel verticalizzare il gioco, fornire assist e saltare l’uomo, predilige partire da lontano.
Nello scacchiere di Mazzarri, in cui l’anno prossimo saranno inseriti anche due mediani di grande livello, non potrebbe risultare più utile un altro giocatore, dalle caratteristiche differenti?
Chi dice che l’arrivo di un alter ego di Lavezzi, cioè di un giocatore rapido che salta l’uomo e sforna assist per le punte, non possa essere funzionale al gioco degli azzurri tanto quanto lo sia lo slovacco, se non di più?
I nomi che si fanno, peraltro, riguardano tutti giocatori col vizio del gol, giovani e dalle grandissime qualità. Per di più, sono trequartisti. Come sarebbe opportuno che fosse, visto il modo in cui dovranno agire i tre davanti.

Commenta Stampa
di Pietroalessio di Majo
Riproduzione riservata ©