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Caso Lavezzi: ecco le motivazioni della Corte


Caso Lavezzi: ecco le motivazioni della Corte
25/02/2011, 19:02

Una settimana dopo aver respinto il ricorso d'urgenza presentato dal Napoli contro la squalifica di Lavezzi per lo sputo a Rosi, la Corte di Giustizia Federale presenta le motivazioni dichiarando che "risultano infondati i motivi di impugnazione proposti dalla società ricorrente".

Dopo la bocciatura del ricorso i legali di Napoli e giocatore avevano lamentato l'uso di immagini diverse da quelle che aveva utilizzato il giudice sportivo, con la Corte che si era avvalsa anche del filmato tv di 'Controcampo' oltre a quello di Sky. Ma le immagini della trasmissione Mediaset, "pur non essendo diverse, risultano obiettivamente migliori per qualità di immagine e nitidezza, ed in relazione alle quali il presidente della Corte, come del resto espressamente evidenziato anche dal rappresentante della Procura Federale, segnala che risultano depositate in atti ed a disposizione delle parti".

Su questo punto la Cgf insiste, sottolineando che "non trattasi di immagini diverse, ma solo di immagini che grazie alla qualità e nitidezza originaria, in virtù anche dell'ingrandimento derivante dall'utilizzo dei mezzi normalmente in uso alla Corte per la visione di immagini televisive, ha fornito un responso ancor più apprezzabile ed in definitiva inequivocabile circa l'accaduto. Il filmato era nella disponibilità del giudice sportivo, che però ha ritenuto sufficiente fondare le proprie argomentazioni sulle immagini di Sky".

Premesso questo, a detta della Corte "le suddette immagini hanno reso inequivocabile la sussistenza della condotta gravemente offensiva e 'violenta' non percepita dall'arbitro, e questo nel complesso del suo dispiegarsi (lancio, traiettoria e getto dello sputo). In altri termini, le medesime immagini, più nitide e naturalmente ingrandite in relazione allo schermo (normalmente) utilizzato, hanno reso inequivocabile quanto era già sufficientemente apprezzabile dalle immagini di Sky, in ordine almeno all'avvenuta intrapresa della condotta violenta".

Anche per quanto riguarda il reclamo del Napoli sulla differenza di trattamento tra Rosi e Lavezzi, ovvero tra provocatore e provocato, la Corte sottolinea come "la circostanza, parimenti in atti, che condotta sia stata provocata da un gesto altrui diventa recessiva a fronte della gravità del gesto" e ricorda che le tre giornate rappresentano la "pena minima, che tiene conto già in sè dell'attenuante costituita dall'avvenuta provocazione".

Fonte: Calciomercato.com

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di Salvatore Formisano
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