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Da Kanu a Fadiga, quando il cuore gioca con gli atleti

Cassano "Cuore matto": operazione e tra 6 mesi in campo

Galliani: "Gli è andata bene"

Cassano 'Cuore matto': operazione e tra 6 mesi in campo
02/11/2011, 18:11

MILANO - Un intervento al cuore nei prossimi giorni e poi, tra 4-6 mesi, il ritorno all'attività agonistica. L'atteso bollettino fa chiarezza sulle condizioni di Antonio Cassano dopo 3 giorni con il fiato sospeso. A diradare i dubbi provvede il comunicato pubblicato dal Milan sul proprio sito ufficiale poco dopo le 13. Al rientro a Milano, dopo la gara giocata a Roma sabato sera, «Cassano ha manifestato una sofferenza cerebrale su base ischemica. Gli esami strumentali e neuroradiologici hanno richiesto 72 ore per il loro svolgimento ed hanno evidenziato la sofferenza di un'area cerebrale circoscritta che non ha determinato deficit neurologici persistenti». «La causa è stata identificata nella presenza di un forame ovale pervio cardiaco interatriale, evidenziabile solo con sofisticati esami specialistici. La tempestività della terapia instaurata ha permesso un rapido recupero e miglioramento delle condizioni cliniche che sono buone», evidenzia la società di via Turati. L'attaccante «verrà sottoposto nei prossimi giorni a un piccolo intervento di cardiologia interventistica (chiusura del forame ovale), i tempi di recupero per il ritorno all'attività agonistica saranno meglio definiti dopo l'intervento, ma verosimilmente saranno di qualche mese», dice il Milan, che «ringrazia sentitamente le strutture del Policlinico di Milano per quanto stanno facendo con grande tempestività e professionalità». All'uscita dal Policlinico, può sorridere finalmente anche l'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, arrivato in mattinata dopo il capitano rossonero Massimo Ambrosini e dopo lo svedese Zlatan Ibrahimovic. «Cassano si sottoporrà ad un interventino. Poi, avrà bisogno di un certo numero di mesi per riavere l'idoneità, perchè questi sono gli standard internazionali», dice. Ai cronisti che chiedono informazioni sui tempi di recupero e sul ritorno all'attività agonistica, risponde: «Non voglio anticipare niente ma presumibilmente fra 4, 5 o 6 mesi dovrebbe sicuramente riavere l'idoneità per giocare». «C'è questo buchetto nel cuore che ha provocato la lieve sofferenza. Verrà sottoposto ad un intervento», aggiunge Galliani. «Le condizioni sono buone, il ragazzo sta bene. Ma io non sono un medico, il comunicato spiega cos'ha subito Antonio», ribadisce Galliani. La preoccupazione di domenica, per fortuna, ora sembra solo un ricordo. «Ad Antonio ho detto 'ti è capitata una disgrazia ma ti è andata di lussò. Certo, meglio se non fosse accaduto nulla. Ma visto ciò che è successo, è meglio che sia andata così», afferma l'a.d. del diavolo. La formazione rossonera ieri ha pareggiato 1-1 a Minsk contro il Bate Borisov. «A Cassano manca molto il calcio. È dispiaciuto perchè stava andando benissimo. Gli ho detto di stare tranquillo: Ti teniamo il posto». «Dal mio punto di vista sono convinto che il giocatore non avrà problemi di idoneità. I tempi sono legati al recupero emodinamico del cuore, che non ha subito danni», il dottor Giuseppe Capua, responsabile dell'antidoping Figc, a Sky Sport. «Questa malformazione cardiaca spesso è di dimensione microscopiche, parliamo di 2-3 mm al massimo. È difficilmente diagnosticabile», spiega prima di illustrare a grandi linee l'intervento: «Si utilizza una sonda che parte dall'arteria femorale e deve arrivare all'interno degli atrii cardiaci. C'è una certa invasività, quindi ci deve essere un processo di cicatrizzazione». 
 
Da Franco Bitossi a Nwankwo Kanu, quando il cuore fa gli scherzi, ma non abbastanza per pregiudicare una carriera nello sport ad alto livello. È lo sfortunato destino che ha investito diversi atleti che dopo un intervento o semplicemente solo grazie all'aiuto di medicine sono riusciti a tornare protagonisti nelle rispettive discipline. Con l'auspicio di tutto lo sport italiano che lo stesso percorso virtuoso sia intrapreso anche da Antonio Cassano, che nei prossimi giorni sarà operato al cuore. L'atleta italiano finora più famoso alle prese con questi problemi è stato Franco Bitossi, soprannominato 'cuore mattò proprio per gli improvvisi attacchi di tachicardia che spesso lo costringevano a fermarsi in corsa. Ma, nonostante fosse penalizzato dalla lieve cardiopatia e dal carattere fortemente emotivo, il campione toscano riuscì a vincere 21 tappe al Giro d'Italia e quattro al Tour de France. Passando dal ciclismo al calcio ecco un'altra storia di sofferenza a lieto fine come quella dell'ex giocatore dell'Inter Nwankwo Kanu che nonostante la malformazione al cuore continuò a giocare a pallone. Il 2 settembre '96 il giocatore nigeriano fu bloccato dallo staff medico nerazzurro ma dopo un'operazione negli Usa, con la sostituzione della valvola aortica, e tanta fatica, l'attaccante attualmente in forza al Portsmouth tornò ad essere grande nell'Arsenal, dove vinse due campionati e due Fa Cup. Ancora meglio a proposito di tempi di recupero andò al campione di sci svizzero Carlo Janka, vincitore della Coppa del mondo nel 2010. Operato il 23 febbraio scorso per risolvere un problema di aritmia, dopo appena sei giorni tornò in pista per gli allenamenti e in gara a Kranjska Gora. Grazie all'operazione lo svizzero riuscì a risolvere il problema al cuore che gli provocava una certa stanchezza e fu costretto a rinunciare solo ad alcune gare ai Mondiali e in Coppa del mondo. A conferma che il cuore matto è problema trasversale, il caso di Roberto Morandotti, ex cestista azzurro e di Bologna: la sua aritmia lo costrinse per due volte a lunghi stop agonistici, aprendo un vero e proprio caso di specie sui nullaosta medici. Restando nel basket da ricordare anche l'aritmia dell'airone sloveno Gregor Fucka che non gli impedì di continuare la sua brillante carriera. Tra i calciatori alle prese con patologie cardiache anche l'ex portiere di Roma e Fiorentina Alberto Ginulfi, anche lui chiamato cuore matto, che in una delle sue ultime stagioni fu ricoverato per una contrazione al muscolo del cuore. Emblematico il caso dell'altro ex interista e senegalese Khalilou Fadiga: operato una prima volta per una aritmia cardiaca e una seconda volta per impiantargli un defibrillatore automatico praticamente non fu mai utilizzato dall'Inter ma venne autorizzato dai medici a proseguire la sua carriera. A tornare a giocare dopo alcuni problemi di cuore anche la pallavolista azzurra Antonella DEL CORE e la tennista Karin KNAPP. Tra gli atleti beffati dal cuore ci sono però anche quelli costretti ad abbandonare prima del previsto la loro carriera sportiva. Come l'olimpionico del nuoto Domenico FIORAVANTI che costretto al ritiro a causa di una malattia cardiaca genetica è diventato testimonial della neonata Fondazione 'Per il tuo Cuore«. Addio al nuoto di fondo per Luca BALDINI che nel giugno del 2003 fu costretto a dire basta a causa di problemi cardiaci che gli hanno impedito di partecipare ai mondiali di Barcellona. Tornando al calcio ecco l'illustre abbandono del forte difensore francese ex di Juventus e Parma e campione del mondo '98, Liliam Thuram, fermato, seppur a 36 anni e poco prima di firmare un contratto con il Psg, da una malformazione cardiaca simile a quella costata la vita al fratello (giocatore di basket). Come non ricordare infine quanto accaduto a Lionello Manfredonia il 30 dicembre 1989 durante la partita Bologna-Roma. L'ex centrocampista di Lazio, Juve e Roma accusò un arresto cardiaco in campo e venne salvato dal medico sociale giallorosso Ernesto Alicicco, ma fu costretto a dire addio al calcio all'età di 33 anni. 

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di Valerio Esca
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