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IL CONFRONTO

Cavani - Denis, la risposta del Matador


Cavani - Denis, la risposta del Matador
27/11/2011, 12:11

Il dopo Champions tonifica il Napoli e la rete nel recupero del recupero, unghiata di Cavani, rende ancora più esilarante lo show estivo del presidente Aurelio De Laurentiis. La fuga in scooter, gli insulti ai gestori del calcio e il desiderio di gettare nella spazzatura la cittadinanza italiana: il numero uno scappò dalla Lega nel giorno dei calendari, furente perché Milan, Inter e Juve erano grandi soprusi sistemati (apposta) dai manovratori subito dopo l'impegno di Champions. Bene, dopo i cinque turni europei, il Napoli che ha stirato il Manchester City e pareggiato (unica nel girone) con il Bayern, non ha mai perso. Ha giustiziato Milan e Inter, con la Juve si vedrà martedì, e aggiunge questo pareggio difficile a quello di Cagliari. I problemi restano alla vigilia, con le sconfitte con Parma e Catania. Il contrario di quanto prospettato dal presidente.

Il confronto Certo che ieri pensava di essere già condannato: ma Colantuono, per il classico cambio oltre il 90' che fa perdere tempo, ha allungato i tre minuti di recupero. E l'uruguaiano, al quinto urlo in campionato, sembra dietro tutti invece gli rimane alle spalle Bonaventura, scivolato sul cross di Maggio. Il tocco semplice del Matador è una conquista anche personale: era stato schiacciato nel confronto con Denis; gol, traversa e applausi per l'argentino. Soltanto rabbia, corse sprecate, conclusioni nemmeno accennate per il rivale. Invece Cavani chiude la settimana girando pazzo dalla felicità sul campo: City e Atalanta, è una festa continua. Denis si guadagna i 70 mila euro di bonus per aver toccato quota dieci. Ha dei numeri che fanno riflettere: un solo cross in 12 presenze. Hai voglia di dire che il centravanti moderno svaria, aiuta, apre ai lati le difese. Il Tanque usa la sua potenza nel cuore dell'area: in questa partita esplode a tratti, ma sempre in maniera soverchiante. Una rovesciata, un tiro al volo che fa suonare la traversa, lo sprint del gol nato dall'intelligenza di vedere uno spazio sull'errore di Campagnaro.

Motivi nerazzurri Non solo per il modo in cui è stata raggiunta, ma l'Atalanta meritava di più. Nel secondo tempo ha messo più decisione sulla trequarti e ha costruito 4 occasioni che avrebbe dato un successo ai punti. La banda di Colantuono si è sistemata meglio a sinistra, mentre nella prima metà aveva patito su Zuniga e su quel lato ha anche attaccato con più profondità: una botta alta di Padoin e la traversa sono state disegnate partendo dalla mancina. Detto del fuorigioco mancato e della sostituzione che allunga la vita (al Napoli), ai bergamaschi è mancato il possesso quando il Napoli, messo a 4-3-3 ha spostato in avanti tutto il peso. Comunque sarebbero 20 punti, senza penalizzazione: Colantuono si morde le dita però ha un impianto che sa reggere il confronto con le grandi o le novità (anche Inter e Udinese avevano pareggiato qui). Nella rabbia per l'occasione gettata, resta la consapevolezza di ritenersi al di sopra della mischia retrocessione.

Napoli diverso I cambiamenti iniziali di Mazzarri alla fine vengono sconfessati, ma il piano era di usare solo nell'emergenza i più stanchi: il necessario turnover che tiene in panchina Lavezzi, Maggio e Aronica, mentre Inler è a casa, sistema Fernandez in difesa sul centro destra, mandando Campagnaro oltre Cannavaro. Zuniga sferraglia che sembra quasi Maggio, Dzemaili invece non è Inler e bastona a piacere in mezzo, ammonito già dopo 4 minuti, mentre Pandev torna titolare dopo quasi due mesi. Non è piaciuto. A sinistra Dossena è preoccupato da Schelotto, mentre la mezzapunta di aiuto (prima Pandev poi Hamsik) non riesce a far viaggiare l'esterno. Discreto possesso nel primo tempo, troppi rimbalzi sul muro difensivo atalantino però quando i servizi vengono spediti in area. Con Lavezzi, Santana e Maggio per tentare il recupero, Zuniga rimane alto a destra e Hamsik retrocede in mezzo a fianco di Gargano e Santana. Un gran miscuglio che non avrebbe avuto esito se l'extra time fosse finito dopo i 3 minuti annunciati. Invece il minuto in più poi è diventato una mancata sconfitta: sarà l'effetto post Champions.

FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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