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PARLA LO MONACO

“Cavani è uno spot per il gioco del calcio”


“Cavani è uno spot per il gioco del calcio”
22/03/2012, 14:03

A Radio Crc è intervenuto Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania: “Il Napoli è una grande squadra, ieri ha condotto in porto una qualificazione col minimo sforzo. Il Siena non ha mai tirato in porta. Cavani è uno spot per il gioco del calcio, è il compendio di tecnica, sacrificio, umiltà, prestanza fisica, insomma è uno spettacolo vederlo giocare. Penso che Cavani sia un giocatore determinante per il Napoli. Noi abbiamo una considerazione enorme per il Napoli che sta facendo grandi cose, poi in casa con quel pubblico così caloroso fa paura. Noi però abbiamo la consapevolezza dio essere una bella squadra e daremo filo da torcere al Napoli. Montella nei prossimi anni è da escludere che resti a Catania perché ha le qualità di allenatore importante. È legato contrattualmente al Catania per un altro anno e penso che rispetterà il suo impegno. Montella è appena un anno che fa l’allenatore e l’enfatizzazione esagerata dimostra che abbiamo bisogno di creare personaggi perché siamo poveri di idee. Montella ha bisogno di lavorare e di crescere, ha nel DNA la possibilità di diventare un allenatore importante e potrà arrivare lontano ma ora dobbiamo rimanere con i piedi per terra. I tesserati del Catania, intesi come giocatori e tecnici non parlano a telefono, il dirigente può farlo. Se dovessi togliere un giocatore al Napoli sceglierei Cavani. La percentuale di gol di Edinson è qualcosa di straordinario. Il mio presidente non avrebbe mai potuto dire che Vargas sia un giocatore importante perché non lo conosce e perchè in Italia ancora non si è fatto vedere. Il Napoli è una grande squadra ma ha giocatori che sono determinanti più degli altri, i tre tenori e Maggio per esempio fanno parte di questi. Io al Napoli? Mi dovete scusare ma sono domande a cui non penso valga la pena di rispondere. Al momento Bigon è il direttore del Napoli, può darsi che in futuro ci sarà un cambiamento ma sono cose che non mi toccano e che non mi va di commentare”.

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di Roberto Russo
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