Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

Cavani l'extraterrestre che cancella i record


Cavani l'extraterrestre che cancella i record
05/04/2011, 12:04

Un calciatore che arriva a Napoli e in sette mesi segna 32 gol, che da 18 milioni di euro aumenta il suo valore almeno del triplo, che batte record su record e balza in testa alla classifica cannonieri con 25 gol, che cosa è se non un extraterrestre. Il mondo di Cavani così lontano dai veleni del calcio moderno. Fa sorridere nel suo tentativo rabbioso e infido Lotito, nel gettare ombre su Edi, considerandolo un tuffatore. Il Matador è altra cosa, uomo che non finge: uno che sceglie di vivere a Lucrino e poi a Quarto, non a Posillipo; uno che manda videomessaggi d’amore ai suo fratelli uruguaiani degli Atleti di Cristo, uno che piace a mamme e nonne perchè dopo ogni gol ringrazia Dio e guarda in cielo. Uno così Napoli non l’ha mai avuto, uno che sui giornali non ci va mai per qualcosa che non siano i suoi gol, uno che pensa ai compagni e che crede nella famiglia (ieri passeggiava a Roma, con Soledad e il piccolo Bautista nel passeggino, come un semplice turista) nella fedeltà coniugale, nei valori. Con uno così vincere lo scudetto ci starebbe proprio bene, per dimostrare che si può vincere anche solo con il talento e non con l’apparire, il fare, il dire... Napoli ai piedi di Cavani. A Lucrino gli intitolano una rotonda, altri gli regalano torte da 20 kg e maglie di Maradona. Pazzi per lui che ripete da mesi che "Dio ha voluto che giocasse a Napoli". E se Dio ha voluto così, difficilmente vorrà in tempi brevi vederlo in altra squadra, con altra maglia, nonostante i 60 milioni sul tavolo che avrebbe già messo il Manchester City di Mancini. Con uno così è un piacere riscrivere i numeri del Napoli e quindi anche parte della gloriosa storia azzurra: 25 gol in 31 partite, altro che Vojak stracciato e staccato a 22; tre triplette in un solo campionato, altro che Vinicio, Altafini, Sallustro fermi a due. Uno così, con i suoi gol ha fatto 29 punti su 62 punti (quasi il 50%), a una lunghezza da gente come Del Piero, Ibra, Toni, fermi a 30, ma con altre sette partite a disposizione. Mai un uruguaiano in Italia aveva fatto tanto, nemmeno Pedro Perucho Petrone, come ricorda tuttonapoli.net, che negli anni Trenta segnava 25 gol in 27 match. Il Matador farà di più, ormai è inevitabile. Uno così, a fine partita trova la lucidità di pensare ai tifosi e di promettere «di regalare qualcosa di importante» in questa stagione. Solo il suo cittì nell’Uruguay, Oscar Washington Tabarez, uno che lo conosce bene, poteva pronosticargli una stagione così fantastica: "Al Mondiale in Sudafrica me ne accorsi; era fortisssimo, da ragazzo stava diventando uomo. Quando lo salutai ero certo che nel Napoli sarebbe diventato grande". Applausi a lui, che lo ha predetto. Applausi a Mazzarri, che tira fuori il meglio da un nuovo fenomeno. Un extraterrestre.

Fonte: Leggo

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©