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LO SCRIVE "REPUBBLICA"

"Cavani sta scrivendo la storia del Napoli"


'Cavani sta scrivendo la storia del Napoli'
27/12/2011, 09:12

È stato anche il miglior bomber del 2011: 28 centri in 33 partite, sarà premiato a Milano durante gli Oscar della serie A il 23 gennaio. Ma è un boom che parte ancora più da lontano, quello di Edinson Cavani. Lo dicono i numeri: 46 reti in 65 presenze tra campionato e Coppe, in maglia azzurra. E viene da sorridere ripensando alla prima intervista dopo l’accordo con De Laurentiis. «Preferisco essere giudicato solo per il mio impegno, non per i gol che sarò capace di segnare», disse. Era l’agosto del 2010, trasferta di Europa League in Svezia, debutto e doppietta con l’Elfsborg. Molto buona la prima, dunque. Ma poi lo sono state anche tutte le altre, perchè di doppiette ne sono arrivate altre sei e perfino cinque triplette, su tutte quelle indimenticabili contro Juve e Milan. Il Matador le mette infatti in cima ai suoi ricordi più belli del 2011. «Insieme con le due supersfide contro il Manchester City, che ci hanno assicurato la qualificazione per gli ottavi di Champions League».
Cavani segna con una regolarità che non aveva mai conosciuto prima da giocatore. In appena una stagione e mezzo con l’amato numero 7 sulle spalle, s’è già arrampicato all’undicesimo posto nella classifica assoluta dei bomber del club, a un solo gol dalla prestigiosa top ten di cui fa già parte anche Hamsik. Ora nel mirino c’è Amadeo Amadei, a quota 47. Ed entro la fine del campionato, di questo passo, dovrebbero essere raggiunti altri due miti: Hasse Jeppson (52) e Beppe Savoldi (53). Lassù, a quel punto, rimarranno soltanto in 6: Vinicio (69), Altafini (71), Careca (73), Maradona (81). Più gli inarrivabili due che comandano la graduatoria: Antonio Vojak (102) e Attila Sallustro (104), campioni di un altro tempo e di un altro calcio, con cui forse non si può fare la corsa. Ma Cavani sta facendo lo stesso la storia del Napoli: quella moderna. «Sono felice e cerco di dare sempre il massimo per questa maglia: c’è una città alle nostre spalle che ci sostiene e noi vogliamo sempre ripagarla con le vittorie. È stato un anno fantastico. Mi piace ogni secondo che passo in Italia. Il calcio è vissuto con grande passione, non è stato facile adattarsi. Tutte le persone in strada vogliono una foto, fare complimenti. Maradona è ancora considerato come un santo e per me hanno pure creato una pizza, la “Mozzarella Matador”, con i funghi e sottaceti. Li ringrazio», ha detto l’attaccante prima di ritornare a casa sua, in Uruguay, per le meritate vacanze. «Adesso io e i miei compagni sfrutteremo questi giorni per ricaricare le pile, dopo proveremo a scalare posizioni in classifica e approdare ai quarti di Champions League: sono questi gli obiettivi più importanti ». E i gol? «Non mi piace essere giudicato per quelli», dice, come se dall’agosto del 2010 non avesse già alzato le braccia al cielo per 46 volte. La top ten cannonieri azzurri l’aspetta. Però c’entrerà a modo suo, senza proclami. «È la salute, che conta. La auguro a tutti quanti per l’anno che verrà». Buon 2012, Matador
FONTE: REPUBBLICA

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di Redazione
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