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PER ESSERE COMPETITIVI

CdS: 22 uomini per un "doppio Napoli"


CdS: 22 uomini per un 'doppio Napoli'
18/06/2012, 12:06

E no, stavolta forse è il caso di pensarci prima. Già da adesso. Anche se c’è un mercato ribollente solo sottotraccia e le fantasie in emersione sono soltanto quelle rilevabili dai siti, i blog, i forum, i “cinguettii” ed i media naturalmente. Giochi intriganti ed appassionanti di nomi e congetture che si inseguono, di acquisti o cessioni eclatanti che esplodono in uno schiocco di dita e si liquefano in un tempo ancora minore. Sciolti dal sole cocente di questi giorni, già molto prima che gli annunci ufficiali rimpiazzino le elucubrazioni virtuali e i voli pindarici di tifosi che sognano. Sì, dicevamo, ma pensare a cosa? A far quadrare, se possibile, il lato numerico della faccenda, per il quale inizialmente basta un semplice pallottoliere. I numeri cioè da mettere a posto, prima di passare ai fatti veri e propri, quelli che verranno fuori dagli accordi fra le società entro il 31 agosto.
DUE E’ MEGLIO DI UNO - Parliamoci chiaramente, il Napoli ha bisogno come il pane del suo doppio. Per adesso c’è solo un Lavezzi in partenza per Parigi ed un Pandev sempre più innamorato del suo certo futuro azzurro. Poi poco e niente, solo flebili tracce che spesso si perdono nel nulla e tante, tantissime voci di esperti e non, che si accavallano per portare avanti tesi e soluzioni. Ma non sarà così a lungo. La cosa certa è per adesso che undici più undici fa 22 e da qui non si scappa. Il che vorrebbe dire doppia squadra, doppio ruolo per tutti (naturalmente cercando di favorire al massimo il gioco degli omologhi) per provare ad andare oltre. Oltre cioè i turni massacranti, i veri e propri tour de force imposti dalla partecipazione a tre competizioni (campionato, Europa League e Coppa Italia) che vanno ad aggiungersi ad allenamenti, amichevoli, lo stress delle trasferte e quant’altro. “Two gust is meglio che one” era uno spot televisivo di successo, che potrebbe calzare adesso a pennello se il Napoli vuole andare sempre più su, scongiurando sovraccarichi pericolosi ed accumuli di tossine duri da smaltire.

PROFUMO D’INTESA -
E già corre voce che il presidente ed il tecnico su questo argomento cavalchino la stessa onda. C’è bisogno perciò di rimpiazzi azzeccati in ogni ruolo e reparto, di un Napoli cioè a “doppio gusto” che possa fronteggiare le emergenze, pianificare i turnover più opportuni (e non quelli obbligati dalle carenze), visto che spesso (e dovrà essere anche volentieri) si giocherà anche ogni tre-quattro giorni.
IL GIOCO DELLE COPPIE - De Sanctis, e qui non ci piove, dovrà per forza di cose essere raddoppiato e anche triplicato. Voci che si rincorrono di un Rosati in uscita e di un Tatarusanu in arrivo dalla Steaua Bucarest per un primo valzer di portieri. Poi c’è la retroguardia con i tre moschettieri: da destra, Campagnaro, Cannavaro e Aronica (rispettivamente 3790, 3780 e 3554 minuti nelle gambe, amichevoli comprese) spingendo spesso oltre il limite. Abbiamo già in casa ed in fase di conferma Fernandez e Britos, impiegati a sprazzi, e perciò servirebbe un terzo rincalzo. Miranda dall’Atletico Madrid? Vedremo. In mezzo Maggio, Gargano, Inler e Zuniga mai sotto i 3500 (Inler a quota 4140!) e qui si entra nel difficile, nell’imperscrutabile, per ora. Maggio punto fermo, così come Inler e Gargano (per lui “canti di sirene” tedesche e inglesi), Zuniga chissà…, ma risulta piuttosto difficile che Mazzarri si privi di una delle sue creazioni meglio riuscite. Il colombiano è uno stantuffo di buona tecnica, sgrezzato ad hoc e per giunta ora in possesso di valenza doppia, la sinistra come la destra, a volte pure meglio. Ma di sicuro, restando il poliedrico Dzemaili, e partendo Dossena (obbligo di condizionale), ne dovrebbero arrivare almeno due. Infine la zona “tenori”. Cavani, Hamsik e Pandev, (con l’inesauribile Cavani a quota record di 4385, e Pandev poco sopra i duemila, visto il ruolo di “quarto”), naturalmente trittico basilare e poi, sempre col beneficio dell’inventario, Insigne e Vargas. Se i conti tornano, ne manca uno quindi. Avanti c’è ancora posto…
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
PdM

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di Redazione
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