Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

VUOLE LA FINALE

Cds: "Cannavaro carezza concetti prestigiosi"


Cds: 'Cannavaro carezza concetti prestigiosi'
26/01/2012, 12:01

Il sorriso dei momenti migliori, le mani infilate nelle tasche della tuta e la frase più importante, quella da titolo diciamo, sibilata con decisione e con rispetto: «La finale si avvicina? Già, proprio così, e noi lotteremo fino alla morte per giocarla». Tono fermo ma nessun proclama da sbruffone. «La Coppa Italia è un trofeo. E dunque conquistarla è un nostro obiettivo». Paolo Cannavaro carezza concetti prestigiosi e li racconta felice nell’ennesima notte del Napoli bello di coppa.
LA FORZA - Un’altra vittoria, questa volta fondamentale sia dal punto di vista del percorso sia del morale: ieri gli azzurri hanno eliminato i campioni in carica dell’Inter, sempre vincenti nelle ultime otto partite (sette di campionato e una di Coppa), e in semifinale l’avversario sarà il Siena. Di tutto rispetto ma non irresistibile, sia chiaro. In barba alla sindrome delle medio-piccole: « Ma no, non parlerei di sindrome. E non direi che soffriamo gli avversari sulla carta meno blasonati: bisogna piuttosto dire che è molto difficile giocare contro le squadre che si chiudono, contro le muraglie umane. Quando affronti avversari che lasciano spazi, credo che non ce ne sia per nessuno: la forza del Napoli è indiscutibile».
IL SOGNO - Proprio così, Cannavaro. Anzi, capitano: perché è da leader che parla e commenta il difensore azzurro. Piglio e spirito da saggio: il ragazzino cresciuto a pane e San Paolo e domeniche a sognare Maradona, ormai è diventato il condottiero. Il protagonista del suo stesso sogno. Da coronare con le vittorie vere: « La Coppa Italia è da sempre un nostro obiettivo, già prima della partita con il Cesena: ci teniamo a vincere qualcosa, e questo è un trofeo. Prestigioso». Ed è anche un buon viatico (secondario) per l’Europa. « Sì, ma ciò che conta è vincere. E il Napoli vuole sempre vincere».
LE CRITICHE - Con l’Inter è accaduto. E il popolo ha festeggiato. Gli applausi sono stati scroscianti. « Fa piacere, certo, ma ora dobbiamo pensare soltanto a riprendere il lavoro. Godiamoci il momento e torniamo a prepararci: domenica c’è il Genoa».
Godere del momento è la migliore medicina ai malanni delle critiche incassate dopo i pareggi con il Bologna e il Siena: « Credo che ne siano volate un po’ troppe, ma sia chiaro: non ci intaccano assolutamente. Il Napoli prova sempre a giocare per vincere, fino all’ultimo istante, ma credo sia normale accusare qualche difficoltà in più quando si affrontano così tanti impegni. Comunque, siamo sempre gli stessi e siamo sempre stati sereni, come è parso chiaro nel corso dell’intera partita: il luogo migliore per rispondere alle critiche è il campo. E noi abbiamo dominato e meritato».
IL RIGORE - Nessuna polemica, dunque. No. Non esiste parentesi che possa in alcun modo scalfire l’aplomb così inglese del più napoletano dei giocatori del Napoli. Dribbling di classe, da un difensore irriducibile, anche sulla questione del rigore reclamato da Milito: « Dopo la partita non ne abbiamo parlato: abbiamo gioito per la vittoria e festeggiato tra di noi. Stop. Il resto non deve interessarci». E allora, testa già al Genoa e al campionato: «Il terzo posto? Dico soltanto che la nostra missione è vincere quante più partite possibile: più vinci, più sali». E più sogni.
FONTE: FABIO MANDARINI PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©