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CDS, Cavani-Lavezzi: uno show


CDS, Cavani-Lavezzi: uno show
12/11/2010, 10:11

Quei due lì davanti invitano a sognare. L'exploit di Cagliari ed il modo in cui è avvenuto ha galvanizzato una città intera. Ieri erano in tanti ad azzardare previsioni rosee sul cammino del Napoli in campionato. «Se migliora l'intesa tra Cavani e Lavezzi saranno dolori per tutti», «Se comincia a far gol anche il Pocho, nul­la è precluso», dicevano i tifosi del Napoli per strada, senza peraltro mai pronuncia­re la parola "scudetto". Ma solo per un fat­to scaramantico. Parecchi vi credono. Moltissimi vi sperano. «Specie se la socie­tà a gennaio, dovesse apportare i giusti ri­tocchi ad un organico già competitivo».

LA STAFFETTA - Ad indurre all'ottimismo collettivo, l'in­tesa che sta crescendo tra Cavani e Lavezzi. Tra i due si è già instaurato un bel feeling. In campo e fuori. Si scambiano assist a vicenda. Si scambiano volentieri di ruolo. E nessun problema se uno dei due dovesse partire dalla panchina. Anzi, è diventato persino uno dei segreti delle ultime vittorie del Napoli, tre di fila: a Brescia è entrato Ca­vani ed è andato in gol Lavezzi; con il Par­ma è subentrato Lavezzi e Cavani ha rad­doppiato; a Cagliari, l'ingresso dell'uru­guagio ha favorito il quarto colpaccio del­la stagione giunto sul filo dei secondi. Qualcosa di simile era accaduto anche a Cesena alla quinta di campionato: basto l'inserimento di Cavani per far saltare il banco e mandare al tappeto i romagnoli. Alla staffetta si presta di solito un altro argentino, il principito Sosa. Provvede lui inizialmente a fare da partner ad uno dei due in attacco e quando gli avversari sono stanchi, ecco l'inserimento vincente da parte di Mazzarri. Come avere un asso nella manica e calarlo sul tavolo da gioco al momento opportuno. E che asso. Cava­ni o Lavezzi possiedono capacità tecniche ed atletiche fuori del comune. Sanno ag­gredire gli spazi come pochi, saltare l'uo­mo, concludere. Agli avversari mettono apprensione continua: basta distrarsi un attimo che sono lì pronti per castigarti. Ne sanno qualcosa i difensori del Cagliari ma anche quelli del Brescia o del Parma.

IL POCHO - Non era così durante la gestio­ne- Reja. Lavezzi, nel frattempo, è matura­to. Ha eliminato certi egoismi, è diventato più uomo-squadra, nonché concreto in zo­na gol. Segue alla lettera i consigli di Maz­zarri perché il Pocho ha realizzato che so­no quelli giusti per proiettarlo nel mondo dei top-player. Già quattro gol finora e tut­ti nell'ultimo mese, peraltro diversi l'uno dall'altro. Lo scorso anno nelle prime un­dici gare, Lavezzi era andato a bersaglio solo due volte. Idem l'anno ancora prima quando sulla panchina del Napoli c'era l'attuale tecni­co della Lazio. Con al fianco Cavani è cambiato anche il suo modo di giocare: pass indifferentemente da prima o seconda punta a seconda le circostanze. E Lavezzi si diverte, giocando, questo è il dato che più ha colpito i tifosi partenopei. Dopo l'esultanza con tuf­fo nel pantano (alla Maradona), la capoc­ciata nel tabellone pubblicitario a Caglia­ri. Da «loco», come usava fare al San Lo­renzo nell'anno dello scudetto, prima che venisse agganciato da Pierpaolo Marino.

IL MATADOR - I tifosi stravedono anche per lui, perché sa essere altruista pur viag­giando a braccetto con Eto'o nella classi­fica dei marcatori (8 reti, senza rigori). A lui ed a Lavezzi non sanno più cosa dedi­care. Ed a molti, la sua generosità, le sue movenze e la sua spietatezza ricordano tanto Careca. Così come Lavezzi nella sua gestualità e nel suo funamobilismo in cam­po ricorda ai napoletani il mito di sempre, Diego Armando Maradona. E con quei due in attacco ed una squadra capace di fare muro alle loro spalle il Napoli arrivò fino a vincere uno scudetto ed una coppa Uefa. E se accende il turbo anche Hamsik? Al momento manca solo lui all'appello ma il suo lavoro a tutto campo è così prezioso che Mazzarri giammai l'alternerebbe con un altro.

Fonte: Corriere dello Sport.

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di Salvatore Formisano
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