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CdS: "Ecco come il Napoli è finito in riserva"


CdS: 'Ecco come il Napoli è finito in riserva'
17/04/2012, 11:04

Il campionato sotto la lente d’ingrandimento: e per cambiare il Napoli, nella testa e nelle gambe, serviranno eccome i dati statistici di una stagione per altro arricchita dalla Champions e dalla Coppa Italia. Trentadue domeniche attraversate tutte d’un fiato, infilandoci dentro pure gli appuntamenti infrasettimanali, giocando un giorno sì e l’altro pure: pure i calciatori sono uomini e non robot e capita di scorgere attraverso l’uso del «timer» che la fatica abbia una sua matrice. Edinson Cavani non è solo il capocannoniere del Napoli, ma pure lo stakanovista indiscutibile – tra i calciatori di movimento – con i suoi 2485 minuti (e senza i recuperi, s’intende) vissuti nelle sue trenta gare. La desuetudine ad una tensione così elevata, dilatata dallo stress da Champions, ha un suo peso e il Napoli che si è spremuto su tre fronti scopre di avere portato – in serie A – ben dieci calciatori oltre la soglia dei duemila minuti. La difesa, ad esempio, è la struttura portante dell’intera impalcatura tecnica, avvicendata relativamente (Fernandez con 685 minuti è quello che ha giocato di più oltre a Campagnaro-Cannavaro-Aronica); ma in assoluto l’asse portante è in quegli undici che ad inizio anno venivano indicati come i “titolarissimi”. Da De Sanctis al matador, quasi elencati come una vecchia filastrocca, c’è una formazione che s’è umanamente consumata e che a sei giornate dalla fine ora raccoglie le energie per lanciare lo sprint che può valere una speranza per la Champions.
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
PdM

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di Redazione
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