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IL MEDIANO RITROVATO

CdS: Gargano, una vita cambiata da così a così...


CdS: Gargano, una vita cambiata da così a così...
21/09/2011, 18:09

Da così a così. La vita di Gargano calciatore oggi è tutta un'altra cosa. Alle spalle i momenti neri. Quelli d'una condizione fisica precaria, dello strappo con Mazzarri e finanche dell'incertezza d'un domani ancora azzurro. Via. Tutto cancellato. Gargano ora ha la faccia della felicità e in tv, a Sky Sport 24, si concede persino l'ardire, lui che bazzica ancora poco il napoletano e che ancor meno riesce ad essere intonato, di esibirsi in un "oje vita, oje vita mia" che la ispirata coppia Califano-Cannio (parole e musica de "O' sur­dato nnammurato") mai avrebbe immaginato sarebbe diventato l'inno irrinunciabile di una squadra di pallone che allora, quasi cent'anni fa, non era ancora nata. E' che El Mota, il piccoletto, ha ricominciato daccapo e l'ha spuntata su chi lo dava già con la valigia pronta, oppure terza scelta del nuovo centrocampo.
«Sì, quest'estate giravano strane voci di mercato. Su di me e anche su Marek, che molti vedevano come il Mister x del Milan. Invece siamo rimasti tutti e due. E siamo felici che sia finita in questo modo» .
FAMIGLIA - Questione anche di famiglia, si capisce. L'idea che i due cognati azzurri potessero dividersi, infatti, non piaceva proprio nel condominio Hamsik- Gargano. «Perché - spiega il centrocampista uruguaiano - viviamo praticamente assieme» .Già, ma com'è che le cose sono cambiate all'improvviso? Com'è che Gargano si sta facendo addirittura preferire ai nuovi arrivati? Ebbene, la domanda ha almeno tre risposte. La prima: Gargano, fresco dell'oro della Coppa America, ha ritrovato una condizione atletica eccellente. Fondamentale per uno come lui, che fa della corsa, della rapidità le basi della caccia al pallone. Poi: la disciplina tattica. Mazzarri l'ha trasformato. Basta anarchia e basta pure sprechi d'energia e rischi per la squadra.
Cosicché l'uruguaiano è diventato padrone del suo pezzo di prato. Però con il passaporto per ripartenze brucianti come quella che ha regalato a Cavani il secondo gol col Milan. La terza ragione ha nome e cognome: Gokhan Inler. In lui Gargano ha trovato una sponda di grande qualità e certezze e sicurezze - anche tattiche - che probabilmente prima non aveva. Si sposano bene, insomma, le caratteristiche dei due e anche per questo è cambiata la vita da mediano in crisi di Gargano.
RAPPORTO- E il rapporto con Mazzarri che s'era incrinato?
«Cosa che succedono- spiega sereno - Accadde a Bari. Stavo giocando in una posizione che mi piaceva pure, più avanzato, quando fui sostituito. Ci rimasi male e uscendo dal campo non nascosi il mio malumore. Ma poi ho capito. Abbiamo parlato. Mi sono scusato. Storia passata».
E il futuro, invece?« Per me - racconta - il futuro è solo il Chievo. Poi sarà la Fiorentina, poi il Villareal e così via». Insomma, Gargano non vuole guardare assai lontano. Vuole godersi il felicissimo momento della squadra, l'entusiasmo della gente, il San Paolo che dopo tanti mugugni e persino qualche fischio ha ricominciato ad averlo tra i suoi preferiti. Belle sensazioni che tornano e che aveva temuto di non provare più. Una parola, però, non vuol pronunciare: Scudetto.
«Macché. Dopo due partite si può mai parlare di scudetto?» .
No, ma cantare forse sì. E pazienza se si stona.
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Redazione
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