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CdS: "Hamsik-Cavani, è tornato il Napoli"


CdS: 'Hamsik-Cavani, è tornato il Napoli'
26/04/2012, 12:04

Tra salvezza e paradiso, più che una partita, questo era uno svincolo micidiale, neppure fossimo stati a Genova. Ma dal via del Mare esce come un lampo azzurro, solo il Napoli di Mazzarri, che, pur con solo due tenori su quattro (niente Lavezzi e Pandev), piazza il suo fatale 2-0, firmato Hamsik-Cavani, che lo mette di colpo in scia alla Lazio (caduta all'ora di pranzo a Novara), dopo aver superato l'Udinese (sconfitta in casa dall'Inter), a un solo punto dal terzo posto che vale l'Europa dalle grandi orecchie e dai molti milioni. In più, sabato sera, nell'anticipo dell'Olimpico, un Napoli lanciatissimo troverà ad attenderlo una Roma tramortita dalla Fiorentina, dalle polemiche e senza De Rossi e Osvaldo, che si sono aggiunti ieri alla lista dei "cattivi", aperta da Lamela. Per contro il Lecce, in cima a un percorso a tratti prodigioso, che aveva consentito fino a ieri alla squadra rivitalizzata da Cosmi di fare, nel girone di ritorno, gli stessi 22 punti del Napoli, inciampa all'inizio del rettilineo finale verso la salvezza (domenica altra sfida interna, col Parma), ridotta, dopo il recupero della 33ª, a un duello a due, col Genoa, battuto a sua volta, dal Milan a San Siro. Non ha avuto il tempo di capire quale strada scegliere, la squadra di casa, che si è trovata subito sotto. Ci sono voluti 30' minuti e un paio di aggiustamenti (il principale Di Matteo per Brivio) al Lecce per entrare in partita. E a inizio ripresa in due minuti tutto si è virtualmente compiuto: rigore negato a Di Michele (fallo di Gargano) al 4', e raddoppio di Cavani in contropiede (6').
IL DUELLO - Nessuna sorpresa invece all'inizio. Lecce e Napoli si sono presentate come previsto alla vigilia. Grande attenzione da parte dei due tecnici nel presidiare le fasce, con un curioso duello a distanza tra Cuadrado e Zuniga, prudentemente bloccati per lunghi tratti, con Maggio invece subito arrembante, tanto da chiamare a metà primo tempo il cambio di Cosmi tra Brivio e Di Matteo. Come detto l'equilibrio del match viene subito infranto. Inler si procura e batte una punizione sulla trequarti leccese. Dall'altra parte, Hamsik, lasciato solo da Delvecchio, si accentra incontro alla palla tesa e al volo di destro fulmina Benassi. Il modo migliore per festeggiare il fresco rinnovo di contratto, scadenza giugno 2016. Il Napoli approfitta dello sbandamento leccese, limitandosi a far girar palla, senza che Giacomazzi e compagni riescano in qualche modo a ribaltare la situazione, provando ad affondare il colpo a metà tempo con Cavani e Maggio. La palla gol di Muriel riaccende il motore alla squadra di Cosmi. Che inizia la ripresa con più animo. Ma la grande serpentina di Di Michele, tra Campagnaro, Cannavaro e Gargano, non ottiene ricompensa mentre 120 secondi dopo Cavani non fallisce il suo gol numero 100 in serie A, un gol che ha il sapore dell'Europa che conta.
LA CHIAVE - La differenza vera l'ha fatto un assetto tattico, quello del Napoli, basato su una grande densità in mezzo al campo, dove Gargano e Inler hanno giganteggiato, ben sostenuti da Dzemaili in mezzo e da Maggio e Zuniga più larghi. In più, mentre i fenomeni napoletani, Hamsik e Cavani, hanno fatto il loro alla grande, i gioiellini colombiani del Lecce, Cuadrado e Muriel, sono risultati opachi e inutili. In particolare il secondo è stato protagonista in negativo sia in attacco, sbagliando nel primo tempo (36') il gol del possibile 1-1, in capo a una bella azione avviata dal connazionale e rifinita da Di Michele, sia "in difesa", lasciandosi banalmente soffiare la palla da Cannavaro, lesto a lanciare a rete Cavani, implacabile come nessun contratto potrebbe prevedere. Cuadrado invece, già ammonito, ha rischiato il rosso, sullo 0-2, andando a tuffarsi in area napoletana (8'), davanti a Cannavaro (con baruffa relativa). Inutile il tentativo disperato finale di Cosmi, che ha inserito prima Corvia poi Bojinov, per un 4-2-4 spericolato che ha prodotto però solo la migliore occasione napoletana della ripresa, costruita da Cavani e conclusa egoisticamente da Zuniga con un tiro alto (38').
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
PdM

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di Redazione
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