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EROE DI GIORNATA

CdS: Lavezzi-Napoli, un amore incontrollabile


CdS: Lavezzi-Napoli, un amore incontrollabile
05/03/2012, 10:03

L’urlo che squarcia il «Tardini» in realtà un’ode popolare e in quel sottofondo che i settemila il delirio offrono all’eroe, l’uomo dei propri sogni, c’è l’amore (ormai) incontrollabile d’una città intera… «Pocho, pocho, pocho» . Dalla Sud alla Tribuna, dal ventre di (quasi) ogni settore, l’eco assordante è la conferma di una liaison quinquennale, un processo di folle infatuazione nato al primo dribbling e mai spentosi, manco nei giorni inquietanti dell’astinenza. Ditelo con un coro e mentre Parma e Napoli son quasi sotto le rispettive docce, ognuno con il proprio stato d’animo, l’umore di Lavezzi, il totem invocato, tocca vette altissime che minano la timidezza d’un attaccante spregiudicato, un dottor Jekyll e mister Hide tanto scugnizzo in campo e tanto riservato fuori: «E’ vero, stiamo vivendo un momento straordinario e lo stiamo vivendo assieme io ed il Napoli. Ma a me questo interessa, perché io lavoro per la squadra, per ottenere risultati, non inseguo gloria personale. Io voglio solo far bene con questa maglia» .
GIVE ME FIVE - E allora, dategli il cinque, una manona piena di complimenti per essere andato oltre se stesso, per essersi esaltato ancora, come a Firenze, nella serata in cui è riesploso, come con il Chelsea, nella notte della sua «stella» fatta brillare con una doppietta, come con l’Inter, la versione in sedicesimi del Messi de noantri, come infine a Parma, sul finire d’un pomeriggio infido e poi rischiarato con l’ennesima prodezza, un esempio di prepotenza tecnica e fisica, favorita dall’incertezza del guardalinee, sublimata dal senso pratico d’un goleador inedito: «Non inseguo soddisfazioni personali, anche se cinque gol in quattro partite dànno la carica, mettono entusiasmo, però soprattutto portano punti. Io non vado a caccia di record, ho un mio modo di essere ed è difficile che possa cambiarlo» .
LA PROVA DEL NOVE - Il Lavezzi d’annata, quel talento allo stato puro sgorgato dal «Franchi» e però lustrato nel corso di una stagione insolita per i suoi standard, ormai proiettata verso la doppia cifra, è un concentrato di serenità allo stato puro e ciò che resta di un’unghiata da tre punti, la settima rete in campionato che poi sarebbe la nona in asoluto, è la semplicità di un’analisi che rende specialissimo – agli occhi della folla – l’idolo d’un Napoli da favola. «E’ chiaro che sono contento, ma lo sono perché lo siamo tutti. So che mi tocca lavorare sempre per continuare a migliorarmi, ma quando dico questo non penso a me stesso, al fatto che sono ormai ad una sola rete dal record in serie A: io rifletto per il gruppo, per gli interessi generali. E’ questo il mio modo di ragionare. E adesso godiamoci questa vittoria che è importantissima, la vittoria del cuore e della grinta su un campo difficilissimo e contro un Parma che ci ha messo in difficoltà, giocando bene. Abbiamo sofferto, è vero, però alla fine abbiamo tre punti in più in classifica» .
IL QUARTO DI NOBILTA’ - Cinque Lavezzi tutti d’un fiato, in appena trecentosessanta minuti: cose dell’altro pocho, che mentre lo stadio lo acclama, rinchiuso nella propria semplicità, emozionato e stravolto, ha sorrisi per chiunque e mani tese che sembrano volersi aggrappare a quegli slanci: «E’ una vittoria per i nostri tifosi. Ora ricarichiamoci, io non so so se questo Napoli possa andare avanti in Champions ed arrivare anche al terzo posto. Non lo so io e non può saperlo nessuno, perché le uniche risposte può darle il campo». O un diavolo che consegna l’acquasanta…
FONTE: ANTONIO GIORDANO PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”

PdM

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di Redazione
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