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CdS: "Mazzarri punta tutto sulle Coppe"


CdS: 'Mazzarri punta tutto sulle Coppe'
07/02/2012, 11:02

La vita è adesso, in questo spaccato stagionale da "dentro o fuori", in quaranta giorni in cui si miscelano la gloria e il futuro, il tormento da trasformare in estasi: la Milano da bere – sorseggiando quel pareggio come una camomilla – è ormai congelata nell'archivio di un'annata egualmente straripante, perché il bello deve ancora venire e comunque sta per venire. "Per me, giovedì sera, è una finale". I titoli di testa cominciano a scorrere e mentre la sceneggiatura è ancor tutta da svelare, l'eco della confessione di Mazzarri a San Siro si sparge sino a Castelvolturno e sembra un mantra: non c'è posto per i cattivi pensieri, e non c'è spazio per il pessimismo, perché ora che il gioco si fa duro, ai duri verrà chiesto di giocare a modo loro: "E' una doppia sfida delicata, che vale il passaporto per un appuntamento rilevante: e allora, si affronta come una finale".
METODO MAZZARRI - Benvenuti nel ventre d'una vigilia interminabile, cominciata al novantunesimo di Milan-Napoli e continuata immergendosi completamente in un calendario che ha quattro date cerchiate con il pennarello azzurro e che pare la mappa d'un destino da scrivere con le proprie mani. Il metodo-Mazzarri prevede intepretazioni monotematiche e il lunedì mattina, tenendosi stretto quel punto che fa morale, c'è solo e soltanto il Siena e giovedì 9 febbraio, l'Evento raffigurato al suo Napoli con un'immagine simbolica mai riveduta né corretta, perché ormai è una fissa, una tentazione seducente assai: "Sarà la nostra prima finale". Il Chelsea arriverà più in là, il 21; e poi il 14 marzo appuntamento a Stamford Bridge, prima di restituire – a sette giorni di distanza – ospitalità a Sannino. Dunque, ci siamo: e allora, avanti adagio, pardon di corsa, ripetendo ciò che ormai hanno imparato a memoria anche i pini che contribuiscono alla privacy del Napoli e che chiunque, là dentro, ripete ritmicamente "Vogliamo la Coppa Italia".
METODO HAMSIK - Ma sì, è un ritornello, è una dolcissima ninnananna, è un'opzione per infilarsi nella Storia d'un club che in otto anni s'è spinto oltre ogni ragionevole spruzzata d'ottimismo: e ora che Siena è di nuovo nel proprio cono visivo, trascinando con sé l'effetto magico di una finalissima, Marek Hamsik ha deciso di trasfromare i pensieri in parole, anzi in un'eco che s'avverte cliccando sul sito versione slovacca d'un talento affamato di successo: "A Milano siamo riusciti a rimanere imbattuti e dopo la vittoria sull'Inter è arrivato lo 0-0 con i campioni d'Italia. Ma ora pensiamo al Siena e a questa gara: vogliamo farcela per arrivare in fondo".
PROFUMO DI LONDRA - Le sei ore della verità, quel confine labile assai che separa la felicità dall'amarezza, un contenitore di pathos ed emozioni da attraversare con l'autorevolezza del Napoli ch'è stato e che sa essere, prevede però la cura del particolare e l'attenzione maniacale al dettaglio: il Siena è praticamente dietro la porta di casa-Mazzarri, ora colma di video per trovare l'antidoto giusto alle coperture di Sannino; e il Chelsea, che sta nella scia, s'è già ritrovato (in questo suo 2012 da imbattuto) uno 007 alle calcagna per essere monitorato di partita in partita. Il data base è carico d'informazioni e da Calaiò a Fernando Torres e da Brienza a Lampard, ci sono due chiodi fissi che segnano le scadenze: si parte da Siena, si procede poi sino a Londra. Con un calice pronto: pardon, son due Coppe.
FONTE: ANTONIO GIORDANO PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”

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di Redazione
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