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INCASSO DA RECORD

CdS: "Napoli, battuto...Maradona"


CdS: 'Napoli, battuto...Maradona'
14/10/2011, 09:10

"Napoli, battuto...Maradona". Titola così l'edizione odierna del Corriere dello Sport.

Martedi, contro il Bayern, verrà infatti battuto il record d'incasso stabilito nel 1989 in occasione della finale tra gli azzurri, capitanati dal grande Diego, e lo Stoccarda.

Per questo match di Champions League, entreranno nelle casse partenopee circa 2,4 milioni di euro.

Ecco l'articolo completo:

La storia sono loro: quei sessantamiladuecentoquattro spettatori d’azzurro fasciati che illuminano la notte delle stelle, un’onda anomala per abbattere un muro eretto 22 anni fa e demolito sullo slancio di un’euforia collettiva. Napoli-Bayern è la nuova frontiera, la belle epoque che risistema i conti con il destino a meno d’un decennio dal Fallimento e – incredibile ma vero – appallottola il record d’incasso del 3 maggio 1989, Napoli-Stoccarda, l’andata d’una finale Uefa sopraffatta di slancio dal delirio di massa d’una città in fermento, trascinata di forza verso il San Paolo per riscrivere le statistiche e aggiornare il Guinnes dei primati.
BATTUTO DIEGO – Oh mamma, mamma, mamma: 22 anni e cinque mesi per cancellare un frammento (ma soltanto uno) di Diego Armando Maradona, per lasciare sul prato del San Paolo i calcinacci di quell’impresa economica che all’epoca, in uno stadio più abbondante, riservò un incasso da favola o da brividi, fate un po’ voi: 4 miliardi, 570 milioni, 650 mila lire, l’equivalente – al cambio – di 2 milioni, 360mila e 543 euro, la vetta già strapazzata in prevendita e inevitabilmente condannata ad essere sepolta da una cascata di danaro (siamo poco sotto i 2 milioni e 400mila euro), da quella colata d’oro e di festosità che s’avverte nell’aria. Napoli­Bayern è di fatto la madre di tutte le partite dell’ultima generazione, un evento reso imponente dall’attesa e dalle risposte ricevute, da quel fiume di uomini, donne e bambini agitatosi dalla Spagna e dalla Germania, dall’Olanda e persino dalla Norvegia e capace di ridimensionare – statisticamente – la portata d’un match rimasto appeso come un poster dell’esistenza calcistica e anticamera d’un trionfo da rievocare.
L’IMPRESA – I numeri da mille e una notte raccontano l’anima d’una Napoli ormai innamorata persa d’una squadra accattivante, la calamita irresitibile che induce a scegliere Fuorigrotta per le proprie serate e ad aggiornare di volta in volta l’archivio: la Juventus, appena gennaio scorso, pareva rappresentare il traguardo irraggiungibile dell’era De Laurentiis, un Everest inarrivabile nell’immediatezza, con 2 milioni, 77mila 581 euro. Ma il calcio del Terzo Millennio è in perenne evoluzione, prende a pallate la crisi economica ed al San Paolo ha impiegato nove mesi appena per spingersi al di là della più fervida immaginazione, azzerando gli scontrini di cassa del passato e lasciando che persino il Real Madrid e quei 2 milioni 194mila 353 euro fossero ormai materiale da conse­gnare agli scaffali.
IL CAMPIONATO – Il Bayern è un’ossessione, ma il Parma che già sembra d’intravedere sull’erba del San Paolo, in un anticipo da vivere in compagnia, non rimane ingabbiato nel dimenticatoio e i diciannovemila biglietti già sistemati, sommati ai quattordicimila abbonati, spingono a credere che sia l’ennesimo sabato sera da quarantamila e passa, un’abbuffata che tra il Milan, la Fiorentina, il Villarreal – i tre precedenti stagionali – avvicina (complessivamente) ai duecentomila tifosi complessivi.
INATTACCABILE ­ Nulla è per sempre, anzi no: Napoli-Perugia è per l’eternità, a meno che non nasca un nuovo stadio, capiente come il vecchio San Paolo e dunque capace di poter accogliere gli 89.992 che rappresentano il «clou» d’un pomeriggio d’un giorno da cani, speso principalmente per fischiare Paolo Rossi e ignari d’essersi appropriati – in quel momento – d’un primato destinato a durare.
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Pietroalessio di Majo
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