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LO SCUGNIZZO PERFETTO

CdS: "Napoli, ecco che ricompare il Pocho"


CdS: 'Napoli, ecco che ricompare il Pocho'
18/01/2012, 11:01

Cicala o formica? E in quel dubbio che sorge spontaneo, all'imbrunire della rabbia per l'ennesima occasione perduta, (ri)compare el pocho: senza Lavezzi è un'altra storia, ma ora che c'è twitter, il passepartout per arrivare dritto al cuore del problema e a quello della gente, l'astinenza è un optional. «Dài ragazzi, non molliamo». L'urlo della curva è il grido di battaglia (tecnologico), un annuncio bello e buono a rimettersi in piedi e lasciarsi alle spalle il freddo e il gelo d'una serata storta: «Peccato quell'1-1».
RIECCOMI -Il tormentone dell'ultimo quinquennio rinasce nella penombra d'un pareggio mozzafiato, con i rimpianti che si accatastano nella cesta e (quasi) soffocano la sestina al Genoa, la terzina al Palermo, la doppietta al Cesena: ma c'è dipendenza dal pocho? La palla di cuoio non consente letture agevoli, perché vale ogni cosa e pure le tre vittorie precedenti, un percorso netto compiuto in assenza d'un fenomeno paranormale, lo strappapartite, capace di dividere a prescindere, giochi o stia fermo, e di raggruppare intorno a sé il dibattito sulla sua centralità nel Napoli. Martedì 17 gennaio, è serata dei falò, e nelle fiamme ci finisce il pareggio con il Bologna ma anche - oramai - la cartella clinica di quel diavoletto fermato dal destino un mese fa, il 18 dicembre, con la Roma, dalla beffarda elongazione del retto femorale della coscia destra, combattuta con vigore e sostenuta moralmente nel suo dialogo pressoché quotidiano via internet. «Ho voglia di giocare, mi manca il campo». Il peggio è passato e Siena sembra la pista di decollo verso il futuro, la ripartenza annunciata per riprendersi il tempo perduto, per riavvicinare la Lazio e l'Inter, l'Udinese e poi, vabbè, si vedrà.
SU IL MORALE - Il pocho, lo scugnizzo perfetto nato casualmente in Argentina, cento ne fa ed altrettante ne pensa: e stavolta, il numero ad affetto speciale è una sorta di ricarica psicologica per un ambiente improvvisamente depresso, un po' sfiaccato dalla corsa per riprendersi dal quadrimestre terribile e assai demoralizzato per aver rimediato il settimo pareggio, l'ennesimo contro una piccola. «Peccato per l'1-1 contro il Bologna ma adesso pensiamo al Siena». L'assist di Lavezzi, stavolta, è una scarica di ottimismo celato in quell'invito a rialzarsi, una seduta terapeutica da psicologo provetto che decide di scendere in campo a modo suo, attraverso quel marchingegno ultramoderno chiamato twitter, la soluzione perfetta per spaziare da area ad area, da città a città, da Napoli a Napoli: «Dài ragazzi non molliamo».
SI DECIDE -Castelvolturno riapre dopo una giornata di riposo assoluto e punta gli occhi su Lavezzi, sui suoi muscoli, sulla sua verve, sul desiderio d'essere a Siena, rimettere in gioco immediatamente la stagione e appallottolare le cinque settimane di lunga degenza riservatogli dal fato. E' il mese della verità e in quel contenitore che prevede una gara ogni quattro giorni c'è la zona Champions da riafferrare, la semifinale di coppa Italia da conquistare, il Chelsea da affrontare, atmosfere magiche, da pocho, da uomini rapidi come frecce da lanciare nell'oscurità del mistero. Siena è là, un angolo invitante, un giardino, con la controindicazione del freddo pungente che non aiuta ma con il calore d'una Napoli che conta i giorni a sostener la tesi di Lavezzi. «Dài ragazzi non molliamo». 
FONTE: ANTONIO GIORDANO PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”
 

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di Redazione
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