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LA FILOSOFIA DI AURELIO

CdS: "Napoli, il futuro viene dai giovani"


CdS: 'Napoli, il futuro viene dai giovani'
16/11/2011, 11:11

Vorrebbe che l'ambiente sposasse una filosofia, entrasse nel suo progetto, realizzasse il reale obiettivo del club. Invece, Aurelio De Laurentiis s'è accorto che Napoli, o almeno una parte di Napoli, rincorre i fasti del passato, invoca acquisti roboanti, s'aspetta calciatori già affermati. Dice il presidente ai microfoni di radio Marte: «Sento spesso dire che il Napoli è arrivato ad un punto tale di crescita che non può più prendere dei giovani quali Hamsik, Cavani, Lavezzi. E che dovrebbe acquistare solo giocatori stra-affermati. Ma chi lo dice? E chi dà la garanzia che un calciatore esploso in un altro club faccia lo stesso se cambia squadra? Sarebbe come dare un colpo mortale alla crescita del Napoli se ci orientassimo in tal senso. Noi, invece, vogliamo puntare su altri giovani di talento e farli maturare al nostro interno. Solo così si potrà arrivare a costruire un Napoli forte e vincente. Ma in questo deve contribuire anche l'ambiente. Occorre restare umili e lavorare a testa bassa. Nessuna esaltazione in caso di vittoria, niente depressione ad un passo falso. E rischiare con i giovani».
ESEMPIO CONVINCENTE - De Laurentiis porta un esempio: «Prendete Fernandez. E' un ragazzo che gioca nella propria nazionale. Ma se non lo impieghiamo come facciamo a sapere delle sue qualità ed a farlo crescere? Ha realizzato due gol in Champions quando gli altri non ci riuscivano. Vuol dire che ha personalità. E merita di essere rivisto all'opera. Lo stesso Fideleff è un elemento su cui puntare, ha fatto qualche errore che può capitare ma questo non deve indurre a fare una valutazione negativa su questo ragazzo. Invece, qualcuno lo ha già bocciato per aver sbagliato una partita. E' una mentalità che va abbandonata ed ai giovani va dato supporto e visibilità se vogliamo crescere e competere a livello internazionale. Prendete il nostro Insigne. Mi diverto nel vederlo giocare nell'Under 21 o nel Pescara, ma non si dà il giusto risalto a questi talenti ed alle formazioni che li schierano. Secondo me va rivista anche la strategia di marketing di chi governa il calcio: ai giovani va dato più spazio sui media. E poi mi spiegate che senso ha prendere giocatori arrivati? Possono essere validi nell'immediato, ma per il futuro servono a poco».
CAMPIONATO APERTO - Sul campionato, De Laurentiis afferma: «A mio parere si è livellato verso l'alto e c'è grande equilibrio. Il discorso resta aperto a tante squadre. Noi dobbiamo avere l'umiltà e la capacità di prepararci e non dare giudizi affrettati. Ne riparleremo a marzo: abbiamo sbagliato acquisti? Non li abbiamo sbagliati? Tireremo le somme al momento opportuno, non ora. Qui bastano due vittorie di fila per diventare da scudetto e due sconfitte per far precipitare tutto. Sappiamo che ci attende un ciclo terribile, ci adegueremo a questo calendario assurdo cosa dobbiamo fare? E già con la Lazio di Reja, che sta vivendo una seconda giovinezza, un uomo con un grande equilibrio interiore, che prepara bene le partite, prevedo grande difficoltà. Ma noi speriamo di fare la nostra figura, supportati dal nostro pubblico che è sempre straordinario. C'è qualche problema nella prevendita on line, ma siamo nella fase sperimentale e ci vuole tempo per metterla a punto anche se non vogliamo penalizzare i nostri tifosi abituali».
L'APPELLO - Infine, il presidente lancia un appello ai calciatori (ed anche al pubblico): «Bisogna concentrarsi esclusivamente sulla Lazio. E prima di questa partita non voglio sentir parlare di Manchester City. Lo faremo da sabato notte. Ora si è ripreso anche Pandev e noi contiamo tanto su tutto l'organico». Poi un plauso a Prandelli, attore nel film di Natale che sta per uscire: «E' stato un attore esemplare, raccogliendo elogi dal regista, da tutti per la sua serietà e puntualità. Ma non avevo dubbi».
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Redazione
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