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CdS: "Napoli, tra tenori e voglia di gioventù"


CdS: 'Napoli, tra tenori e voglia di gioventù'
04/04/2012, 12:04

Che fine hanno fatto i giovani del Napoli? Sono in treno. Insieme. E hanno anche pubblicato su Twitter la loro posizione e qualche sensazione. «Sono super felice anche se non gioco» , il messaggio di Edu Vargas abbracciato da Federico Fernandez. Il simbolo del futuro azzurroche avanza. In carrozza, per il momento.
L'APPELLO - Comincia così, su un treno Frecciarossa, il viaggio nel mondo dei talenti. Un argomento rinverdito da Aurelio De Laurentiis pochi minuti dopo la fine della partita con la Juve: «Io farei giocare i diciottenni, i diciannovenni e i ventenni. Solo in Italia c'è l'abitudine di farli giocare dopo un tirocinio in C o in B. O uno sa giocare o non sa giocare» . E ancora: «Mi inquieto quando sento dire che ci sono undici giocatori di valore e altri undici di minor valore. Noi abbiamo giocatori di livello, alcuni più giovani e altri meno giovani».
PENSACI TU - Il presidente caldeggia la linea verde, insomma. Precisando poi anche un altro concetto: «Mazzarri è un grandissimo allenatore e tutto ciò che ha fatto e che fa è sempre mirato a portare avanti il risultato» . Fatti e patti chiari:
De Laurentiis: lui crede nei ragazzi acquistati dal club, e dunque negli investimenti, ma per come arrivare più in alto possibile ci penserà il tecnico che ha lanciato la squadra fino alla Champions e che ha regalato sogni di gloria. D'accordo. Ed è un analisi che non fa una grinza: senza estendere il discorso alle grandi d'Europa, le squadre che comandano il campionato italiano insistono su un'ossatura d'esperienza, classe e tecnica, più qualche giovane di comprovata esperienza (Abate e Bonucci, ad esempio) oppure giovani campioni già al top (vedi Vidal).
LE GARANZIE - Anche il Napoli, se vogliamo, ha fondato le sue fortune su gente che oggi è nel pieno della maturità o della maturazione, pur non essendo più baby: Hamsik ha 24 anni, Cavani 25 e Lavezzi ne compirà 27 a maggio. Non sono diciannovenni né ventenni, però neanche (calcisticamente) vecchi. Certo, nel gruppo azzurro ci sono anche i senatori, ma sotto questo aspetto Mazzarri è stato chiaro. Proprio a Torino: «Se faccio giocare certi calciatori è perché sono quelli che mi danno maggiori garanzie. E poi sono gli stessi che ci hanno portato in Champions. Tra l'altro, anche noi abbiamo fatto crescere alcuni giovani» . Giovani fenomeni come Cavani. E ancora: come dimenticare la valanga di critiche in costanza di turnover, tipo a Verona con il Chievo? Insomma, è una questione di garanzie.
TALENTO FELICE - E allora, fiducia alla vecchia guardia. E il fatto non sembra disturbare assolutamente uno come Vargas, 22 anni e 9 presenze (6 in campionato, 2 in Coppa Italia, una da titolare, e una in Champions). Uno pagato 12 milioni di euro e arrivato a gennaio dall'Universidad del Cile con i riflettori puntati sul viso abbronzato: «A Napoli sono super felice. Lo voglio dire a tutta la stampa e alla gente. Non ho giocato tanto, è vero, però sono felice lo stesso» . Anche se sabato, con la Lazio, partirà ancora dalla panchina nonostante qualche cambio in attacco: dovrebbe toccare a Pandev e non a lui
GLI ALTRI - Anche Fernandez, 23 anni e 14 presenze (11 in A, una in Coppa e 2 in Champions con 2 gol al Bayern), sorride sempre. E attende e lavora, magari in vista della Lazio. Come Britos, 26enne ma veterano della A, su cui Mazzarri punta: la sua stagione è stata condizionata da un grave infortunio. Discorso diverso per Fideleff, 22 anni e 4 partite in A: lui non sembra ancora molto pronto.
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
PdM

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di Redazione
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