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"A CACCIA DI UN ACUTO"

CdS: "Non è vero Napoli se non ha il tridente"


CdS: 'Non è vero Napoli se non ha il tridente'
16/01/2012, 11:01

He's back: e quel poker dell'asso perdutosi nella nebbia di Milano, l'orfanello dello special one ci ha infilato spruzzate d'un talento scongelato lentamente nel calore di Napoli, la tappa d'una rivincita servita ovviamente fredda.
He's back: e nel decimo capolavoro dell'ennesima annata da showman, el matador cortese ha inserito il sontuoso dna del goleador emerso da se stesso, complice Mazzarri, e sprigionato in diciotto mesi da principe azzurro. He's back, perché non s'avessero mai dubbi sulla sua prolificità, su quella sintesi di Gerrard e Lampard, un mix di sfrontatezza allo stato puro che l'ha trascinato nell'olimpo dei centrocampisti. Ma sì, sono tornati, ammesso che fossero mai scappati via: e ora che il Pocho è convalescente, gli acuti dei tre tenori s'avvertono nell'aria.
MATAGOL- Quarantotto volte Cavani, tra Europa League, Champions, Coppa Italia e campionato, tra cinque triplette e otto doppiette e una tendenza Edinson da far impallidire gli almanacchi del passato. I numeri non mentono (quasi) mai e il Cavani partenopeo è una macchina incontrollabile che fulmina, devasta, demolisce ed esalta, un tiro al segno che va avanti a ritmo continuo e che tra l'ultima del 2011 e la prima del 2012 ha accelerato, due reti al Genoa e una al Palermo, per tacitare la preoccupazione lasciata registrare da una pausa di riflessione durata appena tre partite (Novara, Roma e Villareal) e divenuta quasi una spia preoccupante. Riecco - dunque - il solito Cavani, un ciclone che s'è abbattuto sul calcio italiano e l'ha stravolto, esprimendo una identità non del tutto conosciuta: ventisei reti (in campionato) nella passata stagione (più sette in Europa League) e ora dieci quando si è prossimi al giro di boa (da aggiungere ai quattro in Champions e alla rasoiata di giovedì scorso al Cesena). Così è, anche se non vi pare.
MAREKIARISSIMO - L'importante è esagerare e Marek Hamsik ci ha preso gusto, sistemando i conti, consolidandosi nella classifica dei dieci bomber napoletani di ogni tempo (nono, a meno quindici da Vinicio e Canè) e trasformandosi quasi in una slot-machine, con l'unghiata alla Roma, la scudisciata al Genoa e infine lo slalom al Palermo, terza gemma in altrettante gare consecutive di campionato. Hamsik è l'altra faccia del gol, il capocannoniere ante-Cavani per un triennio, poi il vice matador, un centrocampista da fantacalcio e persino talvolta persino da fantascienza, un alieno che sbuca dal niente e che può rimproverarsi solo d'aver sbagliato qualche rigore di troppo, macchia per la statistica e non certo per l'anima.
GORAN - E poi arrivò Pandev, il quarto tenore, il soggetto misterioso per quattro interminabili mesi, che una bella sera, con la Juventus, s'è tolto la polvere di dosso ed ha risposto a modo suo alle perplessità: doppietta da centravanti vero, non essendoci Cavani, e autorevole candidatura a protagonista annunciato. Pandev, eh sì, il macedone estrapolato dal mercato d'agosto last minute, un genietto finito nella grazie di Mourinho che per complimentarsi con il suo ex pupillo invia sms carinissimi; eh sì, proprio Goran Pandev, la certezza di Mazzarri per dare ulteriore spessore tecnico a quell'attacco a mitraglia che dopo aver castigato Madame a modo suo mette il piede nel 6-1 sul Genoa (e mica solo con il gol) e che a Palermo apre la mattanza. Un, due, tre tenori... Sempre.
FONTE: ANTONIO GIORDANO PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”

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di Redazione
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