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...IL BOMBER ESPLODE!

CdS: Quando a Cavani vengono i cinque minuti...


CdS: Quando a Cavani vengono i cinque minuti...
20/03/2012, 10:03

Perché se gli vengono i cinque minuti... Gli occhi che sprigionano rabbia e il volto ch’è una maschera: l’ira funesta è altrove, nelle espressioni stanche e rassegnate della panca, nel tic-tac d’un orologio che sa di condanna, nella malinconia d’una folla esterrefatta; e allora, mentre il gioco si fa duro, il Matador si mette a giocare con il destino, lo rigira tra le mani come un pallone avvelenato, lo sistema al limite area, lo blandisce, lo carezza e poi lo doma. Perché quando gli partono i cinque minuti, a Udine, l’unica soluzione d’un uomo che non conosce le crisi di nervi è in quell’indomabile carattere da guerriero con la «macchia» d’un rigore sprecato e però senza paura, un geniaccio incontenibile che lucida il proprio talento e va al di là di ogni ragionevole previsione.
CINQUANTANOVE - Quando a Cavani vengono i cinque minuti, la realtà riesce a sommergere la fantasia, trascinandola con dolcezza su quella parabola tenerissima che sorvola la barriera e (ri)schiude, così d’incanto, gli orizzonti che qualche istante prima appaiono irrimediabilmente tappati: una colpo di magìa che incanta e seduce, la scarica d’adrenalina che invita a rialzarsi e a camminare - ops , a correre - verso la Champions, incurante della selva di gambe che stanno intorno, di quel muro umano che s’oppone, di un portiere terrificante che fa da diga per salvare ciò che ormai non è più salvabile, perché ormai son saltati gli argini ed è già parità. L’uno-due che risistema i conti con il buon umore napoletano è in quel cuore che si lancia oltre gli ostacoli della diffidenza e della resa: un colpo secco e via, per riconquistare l’Europa dei vip, quello scintillante universo abitato dalle stelle e riafferrato per i capelli, con la cinquantanovesima rete in un anno e mezzo: «Noi vogliamo ottenere tutto quello che possiamo: il terzo posto è alla nostra portata; ma prima c’è la finale di Coppa Italia da guadagnare. E comunque il pareggio di Udine fa morale e fa classifica, per come si erano messe le cose è un punto guadagnato». Domani c’è il Siena: e fa niente se per ora la caviglia destra cigola un po’. C’è ancora tempo per fugare i dubbi.
OTTANTAQUATTRO - Quel che succede a Cavani, quando gli vengono i cinque minuti, è scritto nelle pagine d’un biennio favoloso, un’escalation a piedi nudi tra le star con dieci doppiette, cinque triplette, cinquantanove gol in ottantaquattro partite, la «raccapricciante» media di 0,70 reti a match, una prova di forza e di carattere che a Udine raggiunge l’apice e dimostra che volere è potere. E ciò che resta dell’ennesima serata d’onore per il Matador cortese è l’investitura ormai ufficiale non solo a tenore ma soprattutto a leader «rumoroso» d’una squadra tirata su con un’iniezione di coraggio, una reazione istintiva alla depressione incalzante, una manifestazione pubblica di dominio dello stress da prestazione, un calcio secco alla malinconia che da Londra s’annida in chiunque e che a Udine si sta per amplificare, quando Handanovic s’inginocchia e respinge il rigore, mandando in frantumi le iniziali speranze d’aggancio del Napoli. A volte, però, basta poco: e a Cavani è servito semplicemente guardarsi dentro, svestirsi d’ogni ritrosia, rimuovere la tristezza e tornare ad esser se stesso, con una traiettoria arcuata che conduce verso il cielo e una rasoiata secca alla disperazione. Perché se gli vengono i cinque minuti, il bomber esplode...
FONTE: ANTONIO GIORDANO PER IL “CORRIERE DELLO SPORT”
PdM

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di Redazione
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