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Chi è causa del suo mal, pianga se stesso


Chi è causa del suo mal, pianga se stesso
12/10/2012, 20:55

Nella puntata dell’undici ottobre di Griglia di Partenza è andato in onda un servizio a cura di Franco Bobbiese sulla vittoria mondiale di Max Biaggi. Bene in questo servizio tutto si è parlato tranne che delle gesta del romano; anzi il buon Bobbiese ha colto l’occasione per….seguitemi e capirete. Bobbiese parte da una mail ricevuta da un tifoso biaggista, tal Primula Rosa, il quale con lui non è tenero, anzi….Si chiede cosa spinga certi pseudo appassionati di motociclismo a scrivere determinate cose. Domanda lecita, legittima. Bobbiese afferma che simili mail non gli sono mai arrivate da tifosi di Melandri o Dovizioso. Bontà loro.

Premesso che le offese non vanno fatte mai, ma il diritto di critica c’è o no? Esiste la possibilità di dissentire, oppure tutti genuflessi?

 

Caro Bobbiese se per anni fai e dici di tutto per sminuire le gesta di un pilota, ti aspetti rose e fiori dai suoi tifosi meno educati? Il sottoscritto quando scrive il suo pensiero su un pilota, qualunque esso sia, dai tifosi dell’interessato riceve risposte che possono essere tanto critiche costruttive quanto volgari offese. In periodo di democratizzazione di massa della comunicazione via internet, è il prezzo da pagare per chi fa informazione. Ricevere risposte da chi ti legge è una cosa che trovo straordinaria; purtroppo c’è e ci sarà sempre lo scostumato di turno, ed allora? Ripeto condanno l’essere scostumati, ma guai a non dare replica a chi ha avuto la pazienza di leggerci.

 

Bobbiese, poi, parla con rammarico del tifo di stampo calcistico che è entrato a far parte del motociclismo. Perché non si domanda quali sono state le cause che hanno creato questo clima? In passato sugli spalti i tifosi di Rainey, Schwantz, Mamola, Spencer, Doohan, non avrebbero mai gioito ed urlato se il pilota avversario del proprio beniamino fosse scivolato. Anzi si aspettava palpitanti il momento che questi si rialzasse perchè nel motociclismo le cadute sono pericolose. Il tifoso di Roberts, in una situazione simile, avrebbe applaudito Lucchinelli, e viceversa.

 

Invece a Misano nel 2008 degli ululati hanno accolto la scivolata di Stoner. Bobbiese provi ad indovinare chi erano le bestie in questione? Perché illo tempore non ha realizzato nessun servizio in merito? Moralismo a senso unico?

La volgarità, l’essere capra, la scostumatezza non appartengono solo ad una schiera come lei, caro Bobbiese, ha fatto intendere. Forse avrò capito male, ma dalle sue parole questo emerge: biaggista uguale vandalo. La invito a riguardare il suo servizio;  forse ci avrà messo la faccia, ma non basta. Occorre metterci anche altro, in primis il rispetto.

 

Quello andato in onda, a mio avviso, è un insulto gratuito prima alla persona Max Biaggi, poi al motociclismo italiano. Si caro Bobbiese, lei non ha perso occasione per gettare un’ombra su un campione italiano. Sminuire le gesta di Biaggi partendo da una pseudo mail (Chi ci assicura la veridicità? Ha denunciato alla Polizia Postale l’autore?) è poco elegante.

Non mi è difficile comprendere che lei non abbia avuto voglia di scrivere nulla sulla vittoria di un italiano di 41 anni nel mondiale definito dai suoi colleghi e superiori di rete di Serie B.

 

Mi tolga, però, una curiosità Bobbiese: come mai alcuni nostri colleghi non perdono occasione per attaccare Biaggi? Spero davvero che non sia perché romano, oppure perché non essendo una gallina dalle uova d’oro non permette di partecipare al banchetto.

Invoca l’etica sportiva, il rispetto. Bene iniziamo noi giornalisti a dare il buon esempio. Se la mamma degli imbecilli è sempre incinta, ciò ci deve spingere ancora di più a non inasprire il clima. Altrimenti chi è causa del proprio mal, pianga se stesso.

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di Alfredo Di Costanzo
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