Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

Chi ama il calcio non può non amare il Napoli di oggi


Chi ama il calcio non può non amare il Napoli di oggi
10/04/2011, 22:04

NAPOLI -  Una squadra che presenta un mix quasi perfetto di giovani ed "anziani". Un bilancio in positivo ed un pubblico da scudetto e Champions League. Questo è il Napoli 2010-2011; questo è il Napoli che comincia a risultare meno simpatico solo perchè meno perdente e sfigato del solito. Del resto la storia è sempre la stessa:  i mediocri e i prepotenti non amano i giovani talenti emergenti. I mediocri e i prepotenti anzi li temono, li ostacolano, li criticano e fanno di tutto per demoralizzarli. A sei giornate dal termine di questo campionato, con 65 punti e a soli 3 lunghezze dal tricolore, c'è ancora qualche folle-incompetente che parla di "fortuna" o di fantomatici "aiutini" che avrebbero favorito i paternopei. Su queste considerazioni, frutto di invidia, paura, arroganza ed ignoranza, scrivere contro-argomentazioni sarebbe superfluo.
Parla infatti da sola la differenza tra le le scelte arbitrali favorevoli e quelle sfavorevoli ma, soprattutto, parlano i numeri e le cifre spese dall'unica squadra che sovrasta gli azzurri e da tutte le altre che la inseguono. Inter, Roma e Juventus: società che hanno un monte ingaggi e debiti infinitamente più elevati del Napoli e che, nonostante questo, si ritrovano indietro.
Già solo considerando tale fondamentale aspetto, chi ama il calcio non può non amare il progetto di De Laurentiis e non può non provare sincera ed obiettiva ammirazione per un gruppo di giovani promesse, campioni e operai leoni che non conoscono il significato della parola resa. E' questo il punto nevralgico di tutto; è questo ciò che dovrebbe zittire ogni spocchioso, antisportivo e rancoroso commentatore della domenica: lo scontro tra Davide e i vari Golia; la rivalsa di una squadra che può giocare il ruolo di capitale calcistica del sud e sfidare a muso duro la spesso ingiusta ed troppo agevole egemonia nordica.
Del resto è facile spendere e spandere se si è presidenti del Consiglio, petrolieri e via dicendo. Infondo è facile staccare assegni milionari ed acquistare stelle da 40-50 e 60 milioni di euro. Infondo è facile indebitarsi in maniera cronica ed irreparabile e mantenere vivo il folle gioco finanziario al rialzo del malato calcio contemporaneo. Più difficile, molto più difficile, risulta tenersi stretti i talenti pagandoli il giusto e creare un progetto che non si limiti a spendere ma investe.
Alla fine, la prima grande soddisfazione, sarà il poter terminare questa stagione esaltante proprio lì, in mezzo a quelle due milanesi; come simbolo e spartiacque che qualcosa forse sta cambiando, almeno nel mondo del calcio. Le cosiddette "big" che non hanno lo scudetto in tasca già a metà campionato e, le cosiddette "medio-piccole", che diventano grandi non solo grazie ai capitali disponibili ed agli accordi fuori dai campi di gioco, ma, al contrario, per il cuore e la lungimiranza.
Questo Napoli è un gioia per chiunque ami il calcio; così come lo sarebbe qualunque altra squadra che con spavalda sistematicità riuscisse ad intaccare il dominio del prepotente trio settentrionale. Questo Napoli, come il suo Lavezzi, segna, resiste e tira fuori la lingua in segno di irriverente e sacrosanto sberleffo a chi per anni l'ha sbeffeggiata. Chi ama il calcio ama Napoli: tutti gli altri farebbero meglio a tacere e a rosicare nell'ombra.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©