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IL GIOCO DEL MERCATO

Chi rifiuta, spesso, paga


Chi rifiuta, spesso, paga
31/05/2010, 09:05

Rifiuta Napoli e poi muori, almeno sportivamente parlando, almeno per un anno. Nel gioco del calcio mercato i nomi che circolano sono sempre tanti e spesso sono sempre gli stessi. Nelle scorse due estati sono stati accostati alla maglia azzurra Rolando Bianchi, Robert Acquafresca e Sergio Floccari. Nell'estate 2010 ci sono Pazzini, Fred, Toni, Vagner Love e anche se per poco, sono tornati a far capolino sulle prime pagine dei giornali, prima Bianchi, poi Floccari e infine di nuovo Acquafresca. Corsi e ricorsi storici.
Mai come adesso Napoli è vista come la terra promessa per tanti attaccanti vogliosi di giocare e di misurarsi con una realtà che se hai le spalle larghe può farti sentire sul tetto del mondo ma se non le hai è meglio non essere neanche accostato a questa maglia.
Lasciando stare i due brasiliani, Pazzini e Toni, c'è una cosa che accomuna invece gli altri tre italiani. Chi per un motivo, chi per un altro ha detto no alla maglia azzurra e chi per un motivo o per un altro, la stagione seguente ha fallito clamorosamente. In principio fu Rolando Bianchi, attualmente al Torino in serie B. Era l'estate del 2007 e l'attaccante veniva da una splendida stagione con la Reggina di Walter Mazzarri, salvatasi nonostante la pesante penalizzazione post calciopoli. Bianchi realizza 18 reti in 37 partite ed entra nel mirino della società di De Laurentiis ma non solo. Un lungo tira e molla, che alla fine si conclude con un nulla di fatto. Il giocatore rifiuta la maglia azzurra per volare nella Premier League, a Manchester sponda City, dove passa più tempo a scaldare la panchina o il sediolino della tribuna piuttosto che in campo a dare calci al pallone. Diciannove presenze tra campionato e altre competizioni e solo quattro gol prima di lasciare la Premier e tornare, durante la sessione di mercato di gennaio, in Italia alla Lazio. Anche qui le cose vanno malissimo: 15 presenze, quasi mai da titolare, e anche qui solo 4 reti. Una stagione non all'altezza delle precedenti per un attaccante che sembrava avere davanti a sè un futuro più che roseo, quasi azzurro nazionale. Adesso, anche se solo per qualche giorno, nel gioco del mercato il nome di Bianchi è tornato ad essere accostato alla maglia azzurra, ma nulla di fatto, almeno per adesso. Nell'estate 2009 toccò agli altri due dire no al Napoli. Il prima fu Acquafresca. Il giocatore, dopo la bellissima esperienza cagliaritana, viene riscattato dall'Inter che però non ha intenzione di tenerlo e lo mette sul mercato. Acquafresca, più per paura ("Napoli è una piazza troppo esigente", disse all'epoca il suo procuratore) che per mancanza di voglia o di rispetto rifiutò di giocare al San Paolo preferendo passare al Genoa che però lo gira subito in prestito all'Atalanta puntando su Crespo. Con i bergamaschi, in 12 presenze realizza un solo gol, per di più su calcio di rigore, prima di ritornare al Genoa a gennaio. Un cambio di maglia che però non porta fortuna al giovane attaccante: 10 presenze e 2 reti, segnate entrambe nella stessa partita, Genoa - Udinese 3-1. Anche per Acquafresca vale la maledizione del no alla maglia azzurra. Infine Floccari, anche lui tormentone dell'estate 2009, anche lui disse no al Napoli per andare a Genoa. ("Voglio giocare in Europa", disse) Undici presenze e 4 gol prima di lasciare Genova per andare a giocare in una Lazio invischiata nella lotta per non retrocedere. Diciotto presenze e 8 gol con la maglia biancazzurra, un bottino di gran lunga inferiore rispetto a quello che ci si aspettava da lui dopo l'ottimo stagione dell'anno prima con la maglia dell'Atalanta. Adesso Floccari dice che si è pentito di aver rifiutato Napoli la scorsa estate e che se potesse tornare indietro non lo rifarebbe. Troppo facile parlare dopo, le scommesse e le sfide vanno accettate subito, non con il senno di poi.
Si dice che con i se e con i ma non sa fa la storia, ma chissà come sarebbe andata la storia di questi calciatori se avessero accettato Napoli. Non voglio immaginare come sarebbe andata la storia del Napoli perchè sono sicuro che noi napoletani siamo contenti di come andata, anche se l'anno scorso abbiamo dovuto soffrire parecchio. I giocatori devono arrivare all'ombra del Vesuvio motivati, vogliosi di far bene per una squadra ed un popolo che sembrano finalmente aver smesso di soffrire, almeno sportivamente parlando. Il mercato può regalare brutte sorprese, ma la mancanza di stimoli e motivazioni ancora di più. Adesso riparte il toto nomi: chi sarà il prossimo a dire no? chi sarà il prossimo a steccare la stagione 2010/11? Al gioco del mercato l'ardua sentenza. 

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di Marco Marino
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