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Chiara Baldini, la campionessa delle Minimoto


Chiara Baldini, la campionessa delle Minimoto
05/08/2011, 08:08

Che il motociclismo stia diventando sempre di più una passione “universale” lo testimoniano non solo le tante donne che salgono in sella quotidianamente, ma anche le giovani fanciulle che iniziano a muovere i primi passi su una minimoto. Per la serie piccole centaure crescono, Chiara Baldini, a soli dieci anni, sfida i coetanei maschietti, ed il più delle volte li mette anche in riga. Chiara è reduce dal terzo posto ottenuto nel “Trofeo Minimoto-Libertas”, e guarda avanti con gli occhi di chi vuole conquistare il mondo: “In famiglia – racconta la piccola napoletana – siamo da tre generazioni motociclisti. Mio nonno Paolo e mio padre Stefano hanno corso in moto. Oggi siamo io e mio fratello Davide a portare avanti questa tradizione. La minimoto che guido è una Dm 4 tempi. L’approccio non è stato come mi aspettavo; praticamente ad ogni curva mi sorpassavano. Poi ho iniziato a prendere le giuste misure, ed oggi i miei colleghi maschietti mi guardano con rispetto. Il mio punto di forza sono le staccate. Nelle quattro prove del trofeo sono salita per due volte sul podio, ed ho così realizzato un sogno”. Nella vita di tutti i giorni Chiara è una ragazza che frequenta con profitto la scuola, ma in pista interpreta sempre meglio il ruolo di campionessa da battere: “A settembre – dice – mi aspetta il primo anno della scuola media. Studiare non mi annoia, anzi lo trovo interessante. Leggere mi piace tanto, ed in particolare adoro i libri di Geronimo Stilton. Amo gli animali, e da grande mi piacerebbe fare durante la settimana la veterinaria, e nei week end la pilotessa nel motomondiale. Tra i piloti mi piace Max Biaggi, perché ha una guida unica. Il prossimo impegno agonistico sarà al Trofeo Inverno Minimoto che si terrà sui tracciati di Ponticelli e Scafati. Guiderò una Dm due tempi, e dopo le vacanze mi aspetta un bel programma di allenamento. L’obiettivo è salire di nuovo sul podio, questa volta, però, sul gradino più alto”.

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di Alfredo Di Costanzo
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