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Chiariello:"I santini sono becere superstizioni"


Chiariello:'I santini sono becere superstizioni'
05/02/2012, 12:02

Di seguito l'editoriale del collega Umberto Chiariello pubblicato sul portale Rispettalosport.it. Chiariello si schiera a favore della rimozione dei santini posti sul muro all'ingresso del terreno di gioco dello Stadio San Paolo.

Trovo francamente squallide quelle scene riprese dalla tv dove i giocatori si profondono in baci alle immagini votive prima di salire le scalette dello stadio che li porta al campo di gioco, farsi il segno della croce ad ogni pie’ sospinto. Perdòno giusto il Matador Cavani che alza le braccia al cielo in segno di ringraziamento del Signore quando segna, giusto perché ci ha fatto un gol. Sono sempre molto convinto che questi siano fatti beceramente di superstizione, più che di manifestazioni religiose sulle quali poi si costruiscono business megagalattici come quelli di San Giovanni Rotondo che di religioso hanno ben poco, se non l’ossequi al Dio Denaro a cui la Chiesa da sempre è stata molto sensibile. Sono sempre stato convinto che l’invocazione di guerra dei cristiani “Dio è con noi” è una falsità da tutti i punti di vista, dogmatico innanzitutto, perché poi quando si sono schierati eserciti cristiani contrapposti, Dio chi avrebbe dovuto scegliere? Ma vi pare che il Signore da lassù in ogni partita del globo terraqueo decide chi proteggere? Suvvia, siamo seri, sono tutte becere, e ripeto, becere manifestazioni di superstizione, ignoranza, avanspettacolo da quattro soldi, e bene ha fatto colui che, nella ripulitura d’immagine dell’androne del San Paolo voluta fortemente dal Presidente (ed era ora), ha tolto queste immaginette votive baciate dai calciatori manco le vecchine col rosario.

Amai alla follia un giorno il nostro grande capitano Totonno Juliano quando, alla vigilia della partita–scudetto di Torino contro la Juventus di core ingrato Altafini (sì, proprio quella maledetta partita dove Totonno segnò pure al Grande Dino passato sulla sponda opposta, ma non bastò), dichiarò: “A Torino non voglio la solita immagine stereotipata di Napoli fatta di santini e putipù”. Quanto avevi ragione, caro Antonio! Quanto mi vergogno quando vedo le solite immagini agiografiche e stereotipate di Napoli che alle televisioni nazionali non par vero di mostrare! Usciamo da questi provincialismi retrogradi e proiettiamoci sul futuro di Grande Metropoli, che passa pure per la pulizia del San Paolo da stupide superstizioni.

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di Massimo La Porta
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