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PARLA PAOLETTI

"Chieste le dimissioni a Mazzarri, Quagliarella.."


'Chieste le dimissioni a Mazzarri, Quagliarella..'
06/05/2011, 12:05

 Carlo Pallavicino, manager tra gli altri di Lucarelli dice: ”scommettessi 100 euro, li punterei su Mazzarri ancora a Napoli. Ha due anni di contratto, no?”. Poi lega la permanenza di Mazzarri al mercato: “sarà un mercato di stallo prolungato, per certe società. Anche per Inler al Napoli. Per avere la squadra da scudetto ci vogliono mezzi incredibili, ma già confermare tutti i grandi e inserire un paio di big, nel giro di qualche anno, farebbe fare un bel passo alla squadra”.
Già, ma quanti anni? Siamo arrivati al brindisi d’addio perchè Mazzari non crede che il fatto possa compiersi in due anni e pensa di andarsene. Non sarà facile e c’è un unico stratagemma, le dimissioni. Le ha chieste De Laurentis dicendo che lui non licenzia nessuno ed ha avvertito Agnelli che il tecnico è sotto contratto biennale. Basterebbe per chiudere la partita ma non è così.
Il caso Mazzarri ha reso velenoso questo finale di campionato. Grazie al crollo di Lazio e Udinese il Napoli è sicuro del terzo posto, ma il futuro è fermo proprio per l’allenatore. Confermo, il vero sconfitto nella vicenda è solo De Laurentis perchè il ‘Progetto Napoli’ non ha convinto neanche l’allenatore del miracolo, il quale preferisce ripartire da Juve o Roma dove c’è tutto da rifare ma in piazze che chiedono tutto e subito.
Mazzari sbaglia pensando che un contratto si possa rescindere a piacimento. Ha chiesto lui il prolungamento ottenendo 1,8 milioni netti l’anno, il 50% più di quanto guadagna oggi Allegri (1,2) che vince lo scudetto. Mazzarri sbaglia quando chiede di decidere tutto lui, mostrando che chi soffre di vertigini e proprio lui. Mazzarri sbaglia a non dire chiaramente prima a De Laurentis poi all’ambiente a cosa aspira, anche se il precedente di Simoni (licenziato da Ferlaino perchè confessò di aver incontrato l’Inter) dice che l’onesta non è di questo sporco mondo.
A questo punto però, dividersi è un obbligo! Restando Mazzarri avrebbe tutto a favore: se vince i meriti sarebbero solo suoi. Se perde avrebbe l’alibi a portata di mano. Così De Laurentis, lasciandolo andare: se vince con un nuovo allenatore diverrebbe il talent-scout più bravo d’Italia. Se perde, la giustifica del progetto interrotto reggerebbe.
Tutti però si chiedono perchè si è arrivati a questo? E’ interessante rispondere perchè s’intravede il futuro.
Mazzarri e De Laurentis hanno cominciato ad allontanarsi dopo Natale. Sul mercato le prime discussioni, nate sul caso Lucarelli. De Laurentis ha confermato che Mazzarri aveva bisogno di un uomo spogliatoio. Il presidente pensava e pensa che non serva perchè il tecnico deve essere in grado di mantenere gli equilibri tra i giocatori.
Lo spogliatoio del Napoli è spaccato. Quagliarella ha deciso di andarsene proprio, per questo. Avendo avuto prova che Mazzarri non era in grado di assicurare le gerarchie in proiezione nazionale. Cavani, ha tirato i rigori perchè è uruguajano e Gargano con Lavezzi fa il bello e cattivo tempo. Una assurdità!
Le cose sono precipitate a gennaio: Mazzarri non voleva Ruiz, lo ha fatto giocare poco e tardi. Affossandolo a Vila Real mandato in campo al posto di Cannavaro in una gara da rischiatutto. Aveva voluto fortemente Sosa, che ha deluso. Si è visto arrivare Mascara per ritorsione.
Il problema nasce da una Direzione Sportiva, debole e inesperta. Bigon è schiacchiato tra De Laurentis e Mazzarri senza spessore per tenere tutti al proprio posto. Ma dopo l’esperienza Marino è stato scelto proprio per questo.
I risultati hanno nascosto l’incendio, nessuno dimentica che proprio dall’epifania in poi (sconfitta col Milan) Mazarri comincio a dire: “per adesso con il Presidente va tutto bene”. Il per adesso era già superato…
Oggi, Mazzarri e De Laurentis devono chiudere questa vicenda al più presto. De Laurentis chiede alla Juve il secondo posto, cioè vincere a Torino. E magari un indennizzo sulla rescissione di contratto. La Juve ha già fatto sapere a Mazzarri che deve liberarsi entro 10 giorni o non se ne fa niente.
Certo non è stato carino sapere da Andrea Agnelli e dalla Sensi che il proprio allenatore era stato avvicinato, soprattutto da Montali che aveva la speranza di portare in dote agli americani l’allenatore rivelazione del campionato.
Oggettivamente, la scelta del tecnico è diventata una affare di stato per tutti: Moratti è costretto a confermare Leonardo. Agnelli ha toppato con Spalletti e Mancini. Baldini con Vilas Boas. Lippi della Serie A non ne vuol sapere e su piazza sono liberi solo Delio Rossi e Gasperini. Con Conte che sogna l’antico bianconero. Poco per le ambizioni immediate della Exsor e anche della Capitale.
Mazzarri è diventato d’improvviso un nome per tutti, ma è un terno a lotto. A Napoli già uscito.
Detto questo, per il Napoli, l’allenatore, è un finto problema. Migliorare il terzo posto che per gli azzurri è come uno scudetto, è quasi impossibile. L’anno prossimo Milan e Inter, Juve e Roma, si candidano nell’ordine. Il quinto posto era l’obiettivo di De Laurentis quest’anno, domani sarebbe un fallimento.
Serve coraggio per scegliere tra due ipotesi:
1. dire al popolo azzurro che bisogna ricominciare con un nuovo ciclo-tecnico/allenatore, chiedendo di portare pazienza. 2 fare come Mourinho dopo il primo scudetto con l’Inter: 6 nuovi titolari di qualità, ovvero investimento da 60 milioni di euro!
Nomi: Bastos (Lione), Gago (Real Madrid), Inler (Usdinese), Marin (Werder Brema), Suarez (Liverpool). Magari Aquilani – via Juve – altro favore di scambio per liberare Mazzarri. Ma chi ci crede?
fonte:oltrequotidiano.com

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di Redazione
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