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La gara sarà una chiara manifestazione politica

Ciclismo: polemiche per il Giro di una Padania... che non c'è


Ciclismo: polemiche per il Giro di una Padania... che non c'è
23/08/2011, 15:08

ROMA - Un campionato di calcio dove far partecipare solo i campioni della serie A nati a nord del Po non potevano organizzarlo. Allora la Lega Nord, con l'appoggio del Ct della squadra nazionale di ciclismo, ha organizzato una cosa che in Italia non si vedeva da 70 anni: la propaganda politica mediante una manifestazione sportiva. E così dal 6 al 10 settembre si terrà il "Giro della Padania", con partenza a Cuneo ed arrivo a Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza. Essendo propaganda politica, ovviamente anche il vincitore sarà in tema e sfoggerà una maglia verde, il colore della Lega Nord.
E quando alcuni rappresentanti locali di Sel si sono rivolti alla Federazione Ciclistica italiana per chiedere spiegazioni su una manifestazione che porta un nome che geograficamente non esiste e che è palesemente fatta per motivi politici, la risposta è arrivata da un deputato leghista. Un po' di insulti e poi la lettera spiega che è normale che si possa correre una gara del genere, dato l'appoggio del Ct Bettin, e che, per quanto riguarda il nome, non è certo il primo: in Spagna c'è la Vuelta Basca, per esempio.
Una spiegazione che però non convince: è vero che ci sono nomi di questo genere, che si rifanno a zone geografiche, ma sono zone geografiche delimitate. E soprattutto reali. Se si parla di "Paesi Baschi", per esempio, chiunque può individuarli. Ma se si parla di Padania, chi la identifica? E come? Esiste una lingua unica, come esiste il basco? Esiste una continuità territoriale di qualche tipo? Anche volendo prendere le parole di Umberto Bossi ("La Padania sono Piemonte, Lombardia e Veneto"), quante sono le città all'interno di questa zona che si sentono così poco "padane" da aver scelto sindaci di altri partiti? A cominciare proprio da Milano e Torino, che hanno scelto rispettivamente Giuliano Pisapia e Piero Fassino. Insomma, le scuse stanno a zero. La Fci dovrebbe immediatamente ritirare il proprio "via libera" a questa gara, in quanto non si tratta di una manifestazione sportiva ma politica. Se non dovesse farlo, vuol dire che la Fci e il Coni - di cui la federazione fa parte - non si occupano di sport, ma di sostenere il partito della Lega Nord, cosa che non è prevista nei rispettivi statuti.

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di Antonio Rispoli
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