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Ciro Pizzo si racconta


Ciro Pizzo si racconta
08/11/2010, 10:11

Quando si respira sin da piccoli l’aria delle competizioni, l’odore inconfondibile dei motori, e si cresce in una delle concessionarie più importanti della città, è quasi naturale che la domenica si abbia la voglia di divertirsi in pista, sfidando gli avversari. Ciro Pizzo è uno di quei ragazzi che si rispecchiano nello schema di sopra, figlio di quel Tony che da lustri è a Casoria il punto di riferimento dei centauri. Ciro, diciotto anni appena compiuti, vanta un palmares di tutto rispetto, ricco di affermazioni nei trofei organizzati dalla Malossi. Quest’anno per lui è stato particolare perché, nonostante una squalifica, ha saputo imporsi nella categoria under 21 del “Trofeo Honda Cbr 600 Rr”, dove ha concluso undicesimo in classifica generale: “Purtroppo – dice Pizzo – mi è mancata la possibilità di accumulare quei chilometri di test che ti permettono di avere la giusta conoscenza del mezzo. In particolare ho sofferto nelle prime prove la mancanza di feeling con le gomme fornite dalla Michelin, pneumatici che una volta interpretati nel giusto modo, sono eccezionali. Se non fossi scivolato nella prima gara, avrei avuto modo di giocarmela per stare nei primi cinque, ma il bilancio resta positivo. Sulla moto dico solo che la Cbr è fantastica, capace di regalarmi emozioni ogni volta che ci salgo in sella; la semplicità di guida è il suo jolly”. Questi sono mesi dove si pianifica la stagione agonistica del 2011 e Ciro Pizzo ha già le idee chiare su quello che sarà il suo futuro: “Il Civ – spiega – è più che un desiderio; l’anno prossimo sarò impegnato nella classe 600 Stock, con mio padre che sta allestendo un team per supportarmi durante il cammino del campionato. Approfitterò di questi mesi per allenarmi sia in pista, sia fuori. In particolare la preparazione fisica la curo facendo tanti chilometri in bicicletta, e con la pratica della box. Il livello degli avversari è così alto, che non puoi permetterti il lusso di trascurare un aspetto come quello atletico”.

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di Alfredo Di Costanzo
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