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PARLA VIALLI

"City non imbattibile. Napoli, puoi farcela"!


'City non imbattibile. Napoli, puoi farcela'!
22/11/2011, 11:11

Sembrano invincibili.«È quello che dice la Premier League, non è proprio così in Champions». GIANLUCA VIALLI l'ha vinta nel '96 quando si chiamava Coppa dei Campioni e lui era il bomber della Juve. Sospesa l'attività di allenatore,è diventato prestigioso opinionista di Sky Sport. Il calcio internazionale non ha segreti per lui, come la notte della grande sfida tra Napoli e ManchesterCity.
I Citizens sono imbattibili?
«Il City ha un organico straordinario ed è gestito da un uomo, Mancini, che sa come si costruisce un gruppo vincente: credo che le altre della Premier si siano abituate all'idea che vinceranno loro quest'anno. In Europa il discorso è differente perché il City ha un'esperienza pari o addirittura inferiore al Napoli. E l'inesperienza si può pagare. D'altra parte, la squadra ha pareggiato in casa con il Napoli, perso con il Bayern e vinto all'ultimo secondo contro il Villarreal. Il City si sta attrezzando per diventare una squadra da battere anche in Europa».
Per il Napoli c'è un solo risultato.
«Può essere ottimista dopo la prova offerta a Manchester e perché la squadra di Mancini non è riuscita ad esprimere tutto il proprio potenziale in ambito internazionale. Mazzarri se la gioca con il sostegno del San Paolo e un pizzico di fortuna. Sarà una bella partita a scacchi tra i due tecnici. Il City ha un modulo simile a quello del Bayern, con Dzeko nei panni di Gomez e gli esterni abili nell'uno contro uno, e quindi si potrebbe optare perla difesa a quattro. Una mossa fatta o non fatta può spostare l'equilibrio del match».
A differenza del City, gli azzurri non brillano in campionato.
«Gli impegni su due fronti non rappresentano un handicap, anzi. Se la rosa è ampia, bene allestita, valida, è meglio giocare più partite. Ricordo quand'ero io calciatore e c'era un solo impegno a settimana: era una noia allenarsi, invece l'evento infrasettimanale di coppa consentiva di tenere elevata la tensione. Però a certi ritmi occorre abituarsi e probabilmente il Napoli ancora non lo ha fatto. In fondo, dall'inizio della stagione a dicembre le partite in più da giocare sono sei. Potrebbe essere controproducente l'impegno su un solo fronte. Faccio un esempio a proposito della Juve: Conte potrebbe trovarsi con giocatori senza il ritmo partita, se decidesse di apportare cambi alla formazione base».
Grandi attaccanti da una parte e dall'altra. Sarà la notte di Balotelli o di Cavani?
«Può darsi che Mario, che ha fatto innamorare la Nazionale e i tifosi italiani, non sia schierato da titolare contro il Napoli: me lo lascia pensare la formazione che Mancini ha presentato nella partita vinta sul Newcastle nell'ultimo turno di Premier. Speriamo che sia la notte di Cavani, un attaccante che mi piace tanto: si sacrifica quanto un terzino e arriva ai vertici della classifica cannonieri. È un bomber moderno perché non lascia mai i compagni in dieci».
Eppure, non sta segnando: è rimasto a secco anche contro la Lazio.
«Io ho visto bene il Napoli contro la Lazio, una squadra che ha ottenuto risultati significativi intrasferta.Mi è sembrato in ripresa, sui livelli di inizio stagione, quando offrì la brillante prestazione in casa del City. Con la cattiveria e la testa giuste. C'erano giocatori cazzuti e pimpanti rispetto alla fase di flessione che aveva preceduto la sosta. Serve ancora un po' di scioltezza nelle giocate, però questa la ritrovi con i risultati».
Lei e Mancini avete passato una vita insieme.
«È uno dei miei fratelli calcistici. Tra noi ci sono amicizia, rispetto, ammirazione, pure un sano spirito di competizione, anche se io adesso faccio altro. Mancini allena una grande, ma è sottovalutato. Si dice che non ha fatto la gavetta, tuttavia la sua carriera è stata finora eccellente. Era nato per guidare un club di prestigio e ha meritato quello che ha conquistato. I dirigenti del City possono mettere ingenti capitali a disposizione, lui fa bene a farli investire sul mercato anche perché le sue scelte sono sempre azzeccate: Roberto non sbaglia gli acquisti e gestisce bene il team.Non se ha già raggiunto i livelli di Mourinho, manca poco però ».
Mazzarri, invece, la gavetta l'ha fatta: è partito dalla C2.
«E ha meritato tutto, dalle promozioni in A fino alle salvezze e alla qualificazione Champions.Ho detto a Mazzarri qual'è la sua grande capacità: sa entrare nella testa dei giocatori e farsi seguire, cementa i rapporti. Non è così facile come può sembrare perché il calcio è fatto da un gruppo e bisogna saper creare la giusta armonia per gestire la squadra e spingerla verso le vittorie».
FONTE: IL MATTINO

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di Redazione
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