Sport / Motorsport

Commenta Stampa

Common module family (cmf): il nuovo approccio ingegneristico dell’alleanza renault-NISSAN


Common module family (cmf): il nuovo approccio ingegneristico dell’alleanza renault-NISSAN
21/06/2013, 16:39

Common Module Family (CMF) è un’architettura ingegneristica che rivoluziona la produzione dei veicoli dell’Alleanza Renault-Nissan appartenenti a uno o più segmenti, basata sull’assemblaggio di grandi moduli (Big Module) compatibili - vano motore, abitacolo, sottoscocca anteriore, sottoscocca posteriore - e un’architettura elettrica/elettronica.Pertanto, CMF non è un piattaforma, ma può riguardare diverse piattaforme. Una piattaforma presuppone una segmentazione orizzontale. CMF, invece, è un concetto cross-settoriale.Una nuova fase che riguarderà diversi veicoli dell’Alleanza di diversi segmentiCMF è uno strumento di supporto che si spinge oltre il semplice carry-over delle singole piattaforme per espandere la gamma di prodotti. La strategia consiste nell’incrementare i moduli comuni a diverse piattaforme, in un’ottica di standardizzazione dei componenti e aumento del numero di veicoli per ciascuna piattaforma. L’architettura CMF sarà estesa gradualmente a tutte le gamme Renault e Nissan tra il 2013 e il 2020, partendo dai modelli dei segmenti compatte e grandi per poi proseguire con gli altri.

 

CMF per i segmenti compate e grandi: un’operazione su scala globale

Per quanto riguarda i segmenti compatte e grandi, la strategia CMF interesserà 14 modelli (11 Renault e 3 Nissan) per un totale di 1,6 milioni di veicoli all’anno.

  • I primi veicoli Nissan saranno lanciati a fine 2013: si tratta dei modelli che sostituiranno le attuali Rogue, Qashqai e X-Trail.
  • I primi veicoli Renault saranno lanciati a fine 2014: si tratta dei modelli che sostituiranno le attuali Espace, Scénic e Laguna.

 

CMF genera economie di scala e riduce i costi dell’Alleanza per rispondere alle esigenze dei clienti, orientate a una maggiore diversificazione dei prodotti

Per attuare CMF, l’Alleanza creerà una sorta di “banca” formata da parti compatibili con una gamma di prodotti variegata, sempre più in linea con le esigenze dei clienti.

  • La condivisione e il carry-over dei componenti tra modelli ed entità aziendali genera economie di scala.
  • L’applicazione di sistemi unici per la produzione in serie dei veicoli garantisce ottime performance a lungo termine.

CMF influirà positivamente su tutte le voci di spesa grazie a sinergie, volumi condivisi, economie di scala e rischi condivisi dall’Alleanza per quanto riguarda:

  • Acquisto dei componenti: risparmi nell’ordine del 20%-30%
  • Investimenti (unico entry cost): risparmi nell’ordine del 30-40% sull’ingegnerizzazione di prodotti e processi, variabile da Nissan a Renault

 

Rispetto all’approccio di standardizzazione (commonalisation) della piattaforma B, originariamente destinato a Modus e Clio per Renault e a Micra per Nissan, CMF genera economie di scala puntando sulla straordinarie possibilità dell’Alleanza in termini di numero di veicoli e presenza geografica.Jean-Michel Billig, Direttore Engineering, Qualità e IT di Renault, ha affermato: “Con CMF, Renault e Nissan condivideranno gli investimenti nell’architettura dei veicoli e delle parti invisibili e i benefici che ne deriveranno, in primis la significativa riduzione dei costi. Così facendo, potremo adottare politiche ambientali, tecnologiche e di sicurezza innovative, a tutto vantaggio dei clienti”.Tsuyoshi Yamaguchi, Direttore dell’Alleanza responsabile del reparto engineering, ha aggiunto: “CMF inaugura una nuova era di sinergie ingegneristiche per l’Alleanza. Da oggi, saremo in grado di incrementare l’efficienza produttiva e applicare ai prodotti nuove, interessanti tecnologie a ritmi più serrati, creando più valore per i clienti”.I Big Module soddisferanno i pre-requisiti del processo Alliance Integrated Manufacturing System (AIMS)AIMS è un processo standard flessibile che consente di: realizzare lo stesso prodotto in stabilimenti diversi o, al contrario, diversi prodotti nello stesso stabilimento; semplificare la pianificazione e la gestione; commisurare la capacità globale; tagliare i costi di transazione.Quando un impianto avvia la produzione di un nuovo modello, AIMS limita gli investimenti supplementari richiesti per l’assemblaggio del primo lotto di veicoli.

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©