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LO SCRIVE IL CORRIERE

Conte: "Ci aspetta una partita molto impegnativa"


Conte: 'Ci aspetta una partita molto impegnativa'
01/04/2012, 10:04

Undici punti sono un abisso, ma Antonio Conte dimentica il vantaggio sul Napoli: «La differenza l'ha fatta la Champions che sottrae risorse fisiche e nervose: abbiamo un po' giocato, quest'anno, sul fatto che non fosse vero, invece è proprio così. Nella griglia di partenza, avrei messo gli azzurri prima della Juve».

QUALITA' - Il tecnico bianconero ha grande stima del Napoli:  «Cinque anni fa, come noi, era in B. La crescita è merito del presidente De Laurentiis, di Mazzarri, dei calciatori, dell'ambiente. E' una squadra affiatata che lavora con lo stesso allenatore e con la maggior parte degli interpreti da due anni e mezzo: ha fatto benissimo anche in Europa e con un po' più d'esperienza sarebbe potuta arrivare in semifinale. Cavani, Lavezzi, Hamsik e non dimentichiamo Pandev si posano su un'ottima organizzazione, però danno quella qualità in più che permette di giocare per traguardi importanti».

 

POST-IT - Complimenti agli avversari, post-it per i suoi uomini:  «Ci aspetta una partita importante e impegnativa: non è il caso di pensare agli altri, ma di guardare in casa nostra» . E' la replica a chi parla di snodo nella volata scudetto, anche alla luce del pari milanista a Catania:  «Non è una giornata cruciale, perché ne mancheranno ancora otto. Vincere, sicuramente, significherebbe porre un sigillo sul secondo posto e non dimentichiamo che centrare la Champions senza preliminari sarebbe veramente qualcosa di straordinario: sempre, però, avendo l'occhietto aperto per cercare di approfittare di qualche eventuale passo falso». Concetto rimarcato quando giunge il momento di commentare la dichiarazione di Allegri sulla Juve che vuole vincere questo scudetto perché sa che è un'occasione unica, che nelle stagioni a venire sarà dura lottare al vertice:  «Sinceramente, non ho ascoltato quello che ha detto: io dico che il campionato è in mano loro perché solo il Milan lo può perdere. Ribadisco, una rosa del genere, che sta sopperendo a dieci, undici, dodici infortuni, in Italia non ce l'ha nessuno: forse ce l'avrebbe l'Inter, che però è fuori dai giochi. Ribadisco: pensiamo a fare quello che dobbiamo fare, cerchiamo di blindare quanto prima questo secondo posto e guardiamo quel che succede. Sappiamo che è difficile, anche perché abbiamo un calendario abbastanza tosto, più in salita rispetto al loro, ma dovessero fare harakiri, dovremmo essere pronti ad approfittarne. Se abbiamo rimpianti? Tutti i pareggi, tranne quelli di Napoli e San Siro con Milan, ci stanno stretti, però sappiamo di aver dato sempre il massimo».

PARAGONI - Il resto è orgoglio tattico («Al San Paolo abbiamo utilizzato per la prima volta il 3-5-2: da allora tutte le avversarie del Napoli lo hanno fatto»), dribbling sull'immancabile futuro di Del Piero («Sono pagato per allenare»), misteri di formazione («Quagliarella e Borriello stanno bene e sono motivati: entrambi potrebbero partire dall'inizio»), analisi di una professione vissuta in maniera totalizzante («Alla Juve ho una grandissisma responsabilità tecnica, tattica, mediatica e gestionale, con grandissime ansie e grandissime tensioni: l'importante è che sia eustress e non distress»), infine smarcamenti dai confronti, pur graditi, con Mou o proprio Mazzarri:  «I paragoni sono inevitabili quando si è giovani.... tra virgolette, perché ora in serie A mi sento attempato, considerati Montella e adesso Stramaccioni al quale faccio un grosso in bocca al lupo. Mazzarri sicuramente è un ottimo tecnico, lo stimo per quello che sta facendo al Napoli e per quello che ha fatto in passato: io penso di essere questo e sicuramente sarò questo anche negli anni a venire». 

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT
 

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di Luigi Russo Spena
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