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PARLA DE LAURENTIIS

"Contro la Samp sembravamo cyborg, senza limiti"


'Contro la Samp sembravamo cyborg, senza limiti'
21/09/2010, 10:09

Il presidente Aurelio De Laurentiis a tutto campo in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino

Contro la Sampdoria ho visto una squadra brillante e gagliarda, nei primi venti minuti i nostri giocatori sembravano dei cyborg. Sembrava un film di fantascienza, sono rimasto incollato davanti al televisore a entusiasmarmi.

La vittoria più bella
Non una partita ma il passaggio dalla B alla tanto agognata serie A. Un ricordo indelebile. Una notte incredibile. L’amore inesauribile e gigantesco dei tifosi mi rende orgoglioso e mi regala la forza per fregarmene di chi non capisce i problemi di un calcio che potrebbe trovare nuova linfa.

Gli obiettivi
Non dobbiamo mai porci limiti, io dico che non abbiamo ancora visto tutto. Anzi, non abbiamo ancora visto nulla. Napoli è una realtà unica in Italia: qui il calcio è estremamente importante e noi siamo un club in costante crescita e evoluzione.

Mazzarri
C’è un motivo se l’ho voluto fortemente, c’è feeling. Mi piace la sua professionalità, la disciplina e al chiarezza. E lui stesso le pretende da tutti: calciatori e manager. E’ un lottatore come me. Non molliamo mai, e anci forse ci piacciono più le situazioni complesse.

Tre nomi: Quagliarella, Platini, Maradona
Cedendolo in prestito alla Juve ci ho rimesso soldi ma non esistevano più i presupposti perché giocasse serenamente e con felicità nel Napoli. Lui è un calciatore di assoluto valore ma in queste condizioni il suo patrimonio personale sarebbe stato depauperato.

Ho incontrato Platini sabato a Capri e abbiamo parlato a lungo. Sia chiaro, io non sono contro l’Europa League ma gli ho spiegato che a mio avviso le retrocessioni dalla Champions non sono logiche. Gli ho proposto di sostituire le due competizioni esistenti con una sola riservata alle otto squadre di ogni squadra europea. Mi ascoltava integrato

Sono pronto ad accogliere Maradona a braccia aperte ma non credo che la sua festa al San Paolo possa essere organizzata in un batter d’occhi. Maradona è Maradona. Capisco che il suo nome entusiasmi, ma tutto deve essere perfetto perché possa venire a napoli. Bisogna preservarlo da mille problemi che vanno dal fisco alla sicurezza. Io direi: creiamo un comitato, che sarei anche felice di presiedere, e studiamo bene con Bagni e i suoi amici ogni aspetto del suo ritorno. Così che la festa sia davvero una festa.

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di Redazione
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